Le Guide di Rete Scuole: Costituzione delle classi e determinazione degli organici nella scuola secondaria superiore ai tempi della Gelmini



Ammettendo pure, così come affermato dal TAR del Lazio, che una circolare ministeriale possa fare riferimento a un regolamento non ancora entrato in vigore, a questo punto le indicazioni date dal Ministero, mediante le circolari n. 4/09 sulle iscrizioni, n. 38 sull’organico di diritto e n. 63 sull’organico di fatto, che fanno riferimento al DPR n. 81/09 non sono valide. Sta di fatto però che gli ordini dati dalle citate circolari sono stati eseguiti e sono quindi stati fatti i tagli previsti dal Piano programmatico e applicati i nuovi criteri per la formazione delle classi.


Le Guide di Rete Scuole: Riordino degli istituti professionali ai tempi della Gelmini



In questa guida sono raccolti in sintesi e commentati i contenuti dello Schema di regolamento sul Riordino degli Istituti professionali approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 maggio.

Per il momento sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale solo tre dei Regolamenti previsti dal comma 4 dell’articolo 64 del decreto legge n, 112/08 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/08: il DPR n. 81/09 recante “Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola” , il DPR n.89/09 sulla “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” e il DPR n. 119/09 recante “Disposizioni per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e educative statali”. Inoltre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPR n. 122/09, Regolamento previsto dal comma 5 dell’articolo 3 del decreto legge n. 137/08 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169/08, concernente il “Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni”.

Sempre il 28 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Schema di regolamento per il riordino degli Istituti professionali e quello per il riordino degli Istituti tecnici. Altri 2 Schemi di regolamento sono stati approvati il 12 giugno: quello per il riordino dei Licei e quello per la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso. È sempre meglio precisare che i Regolamenti entrano in vigore dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mentre gli Schemi di regolamento non sono legge e possono essere modificati prima della loro approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri. Dopo l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, devono infatti esprimere il loro parere sugli Schemi di regolamento: il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), la Conferenza unificata e il Consiglio di Stato. Per gli Schemi di regolamento in questione questa fase è in corso e non si è ancora conclusa.

In questa Guida sono raccolti in sintesi e commentati i contenuti dello Schema di regolamento sul Riordino degli Istituti professionali approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 maggio.


Si pubblica la risposta, per ora l'unica, dell'Onorevole Felice Belisario alla lettera inviata ieri ai componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato chiamati a votare oggi, 28/10/2009, il decreto legge 135/09.
 
SENATO DELLA REPUBBLICA

Gruppo Italia dei Valori

Il Presidente

Cara Amica / Caro Amico,

qualche giorno fa (22/10/'09) ho avuto un incontro con Paolo Carsetti del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (www.acquabenecomune.org) e, insieme ad altri componenti del Forum stesso, abbiamo discusso a lungo del problema della privatizzazione delle risorse idriche e della relativa gestione.
E' apparso subito chiaro come l'Italia dei Valori sia perfettamente in sintonia con le richieste del Forum e così posso assicurarLe sin d'ora che lotteremo per impedire qualsiasi privatizzazione dell'acqua e della sua gestione.

Cordiali saluti.

Felice BELISARIO

Il giorno 27/ott/09, alle ore 15:17, Campagnola Emilia a 5 Stelle ha scritto:

Gentile Senatore/Senatrice,

ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.

Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.
Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra e in previsione della discussione in sede referente presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato di tale provvedimento,

Le chiediamo
  • di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
  • di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  • di sostenere, nel corso del dibattito parlamentare, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (http://www.acquabenecomune.org/).
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.

Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Campagnola Emilia a 5 Stelle
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Per riscontro e contatti:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Le Guide di Rete Scuole: Guida alla lettura delle misure previste dallo "Schema di regolamento" dei licei



Al fine di favorire una conoscenza quanto più diffusa possibile dei reali contenuti del regolamento in questione e di invitare ad un serio dibattito sul tema, riassumiamo di seguito gli articoli di legge, proponiamo delle tabelle comparative dei Licei (di oggi e di domani) e alcune brevi note.

Il 12 giugno 2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato lo “Schema di regolamento per il riordino dei Licei” ai sensi dell’art.64 della legge 133/2008. Con la trasparenza che contraddistingue questo governo, le misure ad oggi non state ancora rese note nella loro definitiva stesura, malgrado siano state accompagnate da un grande battage pubblicitario. È tuttavia probabile che il testo di legge coincida con quello consegnato ai sindacati una settimana prima (il 4 giugno).

Al fine di favorire una conoscenza quanto più diffusa possibile dei reali contenuti del regolamento in questione e di invitare ad un serio dibattito sul tema, riassumiamo di seguito gli articoli di legge, proponiamo delle tabelle comparative dei Licei (di oggi e di domani) e alcune brevi note.

In data 4 giugno il governo ha inviato ai sindacati il nuovo “Schema di regolamento per il riordino dei Licei”, il cui impianto risulta descritto da 6 documenti:
  • Allegato A: Profilo educativo dello studente
  • Allegati B-C-D-E-F: Piano degli studi (Piani orari)
  • Insegnamenti opzionali facoltativi
  • Regolamento
  • Allegato I: tabella di confluenza dei percorsi attuali in quelli di nuovo ordinamento.
  • Allegato L: tabella di confluenza dei titoli di studio attuali in quelli futuri.
 Abbiamo analizzato in primo luogo il 4° documento, che dovrebbe rappresentare il testo di legge.

Abbiamo quindi riportato la tabella degli “Insegnamenti attivabili sulla base del Piano dell’Offerta Formativa” nei limiti del contingente di organico assegnato all’istituzione scolastica”.

A seguire abbiamo inserito i nuovi piani di studio, in 4 casi messi a confronto con l’ordinamento attualmente vigente ed, in particolare, con Istituti esistenti nel territorio lombardo. In presenza di più indirizzi si è effettuato il confronto con quello con maggior numero di iscritti.

Abbiamo infine riportato le tabelle di cui agli allegati I (confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore previsti dall’ordinamento previgente nei percorsi liceali del nuovo ordinamento) e L (tabella di corrispondenza dei titoli di studio in uscita dai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado dell’ordinamento previgente con i titoli di studio in uscita dai percorsi liceali del nuovo ordinamento).


Gentile Senatore/Senatrice,

ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.

Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.

Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra e in previsione della discussione in sede referente presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato di tale provvedimento,

Le chiediamo

  • di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
  • di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  • di sostenere, nel corso del dibattito parlamentare, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (www.acquabenecomune.org).
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.

Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Campagnola Emilia a 5 Stelle
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Per riscontro e contatti:

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Dal sito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.



Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Impediamolo!

Protesta contro questa decisione del Governo tramite interlocuzioni con i parlamentari ed invio di e-mail al Ministro dell’Ambiente, ai vari Ministri e parlamentari.

27 Ottobre mailbombing su componenti Commissione Affari Costituzionali del Senato

Il decreto legge 135/09 sarà votato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato il 28 Ottobre e successivamente approderà in aula al Senato il 3 Novembre.

Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra e in previsione della discussione in sede referente presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato di tale provvedimento,

chiediamo ai Senatori
  • di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
  • di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  • di sostenere, nel corso del dibattito parlamentare, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Affinchè il mailbombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili, pertanto

concentriamoci tutti sulla giornata di martedì 27 Ottobre

Di seguito l’elenco degli indirizzi e-mail dei Senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato ed il testo da inviare loro.
Elenco e-mail:

vizzini_c@posta.senato.it, carlovizzini@carlovizzini.it, benedettivalentini_d@posta.senato.it, incostante_m@posta.senato.it,adamo_m@posta.senato.it, bodega_l@posta.senato.it,
bastico_m@posta.senato.it, battaglia_a@posta.senato.it, belisario_f@posta.senato.it, bianco_v@posta.senato.it, boscetto_g@posta.senato.it, ceccanti_s@posta.senato.it, cossiga_f@posta.senato.it, desena_l@posta.senato.it, fazzone_c@posta.senato.it, lauro_r@posta.senato.it, malan_l@posta.senato.it, marino_m@posta.senato.it, nespoli_v@posta.senato.it, pardi_f@posta.senato.it, pastore_a@posta.senato.it, pistorio_g@posta.senato.it, procacci_g@posta.senato.it, saltamartini_f@posta.senato.it, sanna_f@posta.senato.it, saro_g@posta.senato.it, sarro_c@posta.senato.it, vitali_w@posta.senato.it

Testo della mail da inviare:

Ai/alle Senatori/Senatrici della Commissione Affari Costituzionali del Senato

Oggetto: esame del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee

Gentile Senatore/Senatrice,

ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici. A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.

Il recente Art. 15 del D.L. 135 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.

Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.

Pertanto, alla luce di quanto sopra e in previsione della discussione in sede referente presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato di tale provvedimento,

Le chiediamo
  • di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
  • di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;
  • di sostenere, nel corso del dibattito parlamentare, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (www.acquabenecomune.org).
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.

Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Firma del Comitato... o firma del singolo cittadino
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Per riscontro e contatti:

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: http://www.acquabenecomune.org/

P.S.: Tanto per avere un'idea di come i nostri parlamentari tengano i contatti con i loro elettori, i messaggi di ritorno dopo aver inviato la mail.


Clicca l'immagine per ingrandire
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Chiedi al tuo Consiglio Comunale di prendere posizione contro questo decreto che dichiara l’acqua potabile una merce ed avvia una campagna - anche attraverso una raccolta di firme - per impegnare il consiglio comunale ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento che l’acqua è “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali.

Sostieni le azioni proposte dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua per chiedere al Parlamento ed al Governo il ritiro delle nuove norme.

Per approfondimenti...

Scarica l’appello alle personalita e alla cittadinanza

Scarica e affiggi nel tuo comune il manifesto contro la privatizzazione dell’acqua

Scarica il logo della campagna

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Come Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua abbiamo predisposto alcune proposte per poter dare inizio ad un percorso di ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato a partire dagli Enti Locali più vicini al cittadino, cioè i Comuni.

Pertanto di seguito si trovano:
Inoltre sono stati definiti dei possibili percorsi di ripubblicizzazione del SII e delle ipotesi di gestione pubblica dei Servizi Pubblici Locali alla luce dell’Art. 23 bis Legge 133/08 e delle sue modifiche introdotte con l’Art. 15 Dl 135/09.

Per approfondimenti cliccare qui

L'elenco delle delibere approvate e in fase di discussione

Tra le delibere respinte anche quella del Comune di Reggio Emilia

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Per quanto riguarda il nostro Comune la questione è stata sottoposta al capogruppo di maggioranza del Consiglio Comunale in data 20/10/2009:

Gentile ...,

ti disturbo in qualità di capogruppo di maggioranza del Consiglio Comunale di Campagnola Emilia per sottoporti la questione relativa all'approvazione, da parte del governo, delle modifiche all'articolo 23 bis della Legge 133/2008 che, di fatto, prevede la possibilità di privatizzare la distribuzione dell'acqua pubblica.

Allego alla presente il link al Forum Italiano per i Movimenti per l'Acqua (http://www.acquabenecomune.org/) dove alle sezioni "Il governo privatizza l'acqua e i beni comuni: impediamolo!" e "L'acqua è del Sindaco! (e di tutti i cittadini)" troverai riferimenti più dettagliati.

Rimanendo in attesa di un tuo gentile riscontro in merito, ti saluto.
Alla quale è seguita, nella medesima data, la risposta seguente:

Ti ringrazio per il link. Adesso me lo guardo con calma e poi ti dico se e cosa possiamo fare come Comune di Campagnola.

Elezione Segretario Nazionale
Votanti
707

Schede bianche e nulle
9
1,27%
Voti validi
698

Lista n° 1 - Bersani
320
45,84%
Lista n° 2 - Franceschini
269
38,54%
Lista n° 3 - Marino
109
15,62%



Elezione Segretario Regionale
Votanti
707

Schede bianche e nulle
19
2,69%
Voti validi
688

Lista n° 1 - S. Bonaccini
296
43,02%
Lista n° 2 - M. Bastico
291
42,30%
Lista n° 3 - T. Casadei
101
14,68%

Le Guide di Rete Scuole: Il biennio della scuola secondaria superiore ai tempi della Gelmini



Con questa guida vogliamo analizzare quali siano le differenze o le somiglianze tra i bienni di scuola superiore previsti dal riordino proposto dal ministro Gelmini, anche per stabilire il grado di mobilità tra l’uno e l’altro.

L’obbligo di istruzione per 10 anni, così come previsto dal comma 622 dell’art. 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006 (Finanziaria 2007) e dal comma 4 bis dell’art. 64 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 conversione in legge del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, si assolve, dopo la terza media, frequentando il biennio di un istituto superiore oppure frequentando i primi 2 anni di corso di un triennio di qualifica professionale. Secondo quanto previsto dalla legge l’obbligo di istruzione può essere assolto in modi completamente diversi uno dall’altro. A tale proposito riteniamo sia importante analizzare quali siano le differenze o le somiglianze tra i bienni di scuola superiore previsti dal riordino proposto dal ministro Mariastella Gelmini, anche per stabilire il grado di mobilità tra l’uno e l’altro.


Ufficio Stampa

Riordino istruzione tecnica

Roma, 28 maggio 2009

Finalmente con il riordino dell'istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di riforma della scuola secondaria.

Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.

Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione.

"Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.

I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale - ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.

Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro".

Ecco i punti principali dei due regolamenti:

Riordino degli istituti tecnici

Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.

Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.

Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi

I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).

Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:
  1. amministrativo, finanza e marketing;
  2. turismo.

Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:
  1. meccanica, meccatronica ed energia;
  2. trasporti e logistica;
  3. elettronica ed elettrotecnica;
  4. informatica e telecomunicazioni;
  5. grafica e comunicazione;
  6. chimica, materiali e biotecnologie;
  7. sistema moda;
  8. agraria e agroindustria;
  9. costruzioni, ambiente e territorio.

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Più ore di laboratorio

Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).

Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
  • 264 ore nel biennio;
  • 891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.

Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa

I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all'interno dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l'economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche ecc.)

Ore dedicate alle 2 aree:

AREA ISTRUZIONE GENERALE AREA INDIRIZZO
  • Primo biennio 660 ore 396 ore
  • Secondo biennio e quinto anno 495 ore 561 ore

Struttura del percorso didattico

Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
  • un primo biennio, dedicato all'acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
  • un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
  • il quinto anno si conclude con l'esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.

Più inglese

Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.

Insegnamento di scienze integrate

E' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della terra e biologia", di "Fisica" e di "Chimica", con l'obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.

Nuovi modelli organizzativi

Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
  • Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
  • l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo;
  • la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare l'organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro sicurezza per le persone e per l'ambiente.
  • Monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in relazione alle indicazioni dell'Unione europea.

 Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni

Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.

I risultati di apprendimento previsti a conclusione degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale degli istituti tecnici.

Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.



Questo è il comunicato stampa del ministro ma, come dice il detto, il diavolo si nasconde nei dettagli:

Regolamento di riordino degli Istituti Tecnici



Andiamo con ordine: stupendo l'esordio del ministro:

Finalmente con il riordino dell'istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di riforma della scuola secondaria.
Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.

Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi.
Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.
Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.
Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi.
Spariscono 8 settori e 28 indirizzi, peccato che il ministro si dimentichi di ricordare nel suo comunicato stampa che la riforma, nel momento in cui diventerà operativa, partirà "dalle prime e seconde classi fuzionanti nell'anno scolastico 2010-2011" (articolo 1 comma 2 del regolamento di riordino).

Significa quindi che gli studenti iscritti nelle classi prime del corrente anno scolastico in uno dei 28 indirizzi che verranno soppressi, l'anno prossimo si troveranno a frequentarne un altro corso, quanto compatibile con quello scelto è tutto da verificare.

Le ore di lezione settimanali passeranno da 36 da 50 minuti (1800 minuti complessivi) a 32 ore da 60 minuti (1920 minuti complessivi).

Il comma 3 dell'articolo 2 del regolamento di riordino recita:

Gli istituti tecnici collaborano con le strutture formative accreditate dalle Regioni nei Poli tecnico professionali costituite secondo le linee guida adottate dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ai sensi dell'articolo 13 del decreto legge 31 gennaio 2007, n° 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n° 40, anche allo scopo di favorire i passaggi tra i sistemi di istruzione e formazione.
affermando la volontà di accorpare gli attuali istituti tecnici con quelli professionali in "Poli tecnico professionali".

Rimarranno due settori:

  1. Economico
  2. Tecnologico
con i seguenti indirizzi: per il settore econominco (articolo 3 del regolamento di riordino):
  1. amministrativo, finanza e marketing;
  2. turismo.
per il settore tecnologico (articolo 4 del regolamento di riordino):

  1. meccanica, meccatronica ed energia;
  2. trasporti e logistica;
  3. elettronica ed elettrotecnica;
  4. informatica e telecomunicazioni;
  5. grafica e comunicazione;
  6. chimica, materiali e biotecnologie;
  7. sistema moda;
  8. agraria e agroindustria;
  9. costruzioni, ambiente e territorio.
L'articolo 5 comma 2 definisce i "percorsi riordinati" per gli istituti tecnici:
  • un primo biennio "con insegnamenti di istruzione generale e attività ed insegnamenti di indirizzo, ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione e dell'acquisizione dei saperi e delle competenze di indirizzo in funzione orientativa, anche per favorire la reversibilità delle scelte degli studenti";
  • un secondo biennio "con insegnamenti di istruzione generale e attività ed insegnamenti obbligatori di indirizzo";
  • un quinto anno "con insegnamenti di istruzione generale e attività ed insegnamenti obbligatori di indirizzo".
Il comma 3 dell'articolo 5 del regolamento di riordino recita:

Ferma restando la quota di autonomia del 20% dei curricoli di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2006, n° 47, utilizzando i seguenti spazi di flessibilità, intesi come possibilità di articolare in opzioni le aree di indirizzo di cui agli allegati B) e C) per corrispondere alle esigenze del territorio e ai fabbisogni formativi espressi dal mondo del lavoro e delle professioni, con riferimento all'orario annuale delle lezioni: entro il 30% nel secondo biennio e il 35% nell'ultimo anno.
Questi spazi di flessibilità verranno organizzati da un Comitato Tecnico Scientifico formato "con una composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, con funzioni consultive e di proposta". "Ai componenti del Comitato non spettano compensi a qualsiasi titolo dovuti". (articolo 5, comma 3 lettera c)).

Gli istituti tecnici "possono stipulare contratti d'opera con esperti del mondo del lavoro e delle professioni con una specifica e documentata esperienza professionale maturata nel settore di riferimento, ai fini dell'arricchimento dell'offerta formativa e per competenze specialistiche non presenti nell'istituto, nei limiti degli spazi di flessibilità e delle risorse iscritte nel programma annuale di ciascuna istituzione scolastica. Tali esperti sono individuati sulla base di criteri indicati dal Comitato Tecnico Scientifico". (articolo 5, comma 3 lettera d)).

Della serie: se ci sono i soldi è possibile stipulare contratti con esperti esterni, inoltre il regolamento non esclude la possibilità che i componenti esterni facenti parte del Comitato Tecnico Scientifico possano essere nominati come consulenti, in palese conflitto di interessi.

Il percorso di studi termina con un esame di stato "secondo le vigenti norme". (articolo 6 comma 2 del regolamento di riordino)

"Le commissioni di esame si possono avvalere di esperti del mondo economico e produttivo con documentata esperienza nel settore di riferimento". (articolo 6 comma 3 del regolamento di riordino)
Sulla carta, nel secondo biennio e nel quinto anno, il 30% ed Il 35% del quadro orario annuale potrà essere ridistribuito nell'area di indirizzo

Per quanto riguarda i quadri orari, le attività e gli insegnamenti generali comuni agli indirizzi si hanno le seguenti variazioni:

DISCIPLINE
I BIENNIO
II BIENNIO
V ANNO
Secondo biennio e quinto anno costituiscono un percorso formativo unitario
I
Var.
II
Var.
III
Var.
IV
Var.
V
Var.
Lingua e letteratura italiana
4
-1
4
-1
4
+1
4
+1
4
+1
Lingua inglese
3
0
3
0
3
0
3
0
3
+1
Storia, Cittadinanza e Costituzione
2
0
2
0
2
0
2
0
2
0
Matematica
4
-1
4
-1
3
-1
3
0
3
0
Diritto ed economia
2
0
2
0
Scienze integrate (Scienza della terra e Biologia)
2
-1
2
-1

Scienze motorie e sportive
2
0
2
0
2
0
2
0
2
0
Religione Cattolica o attività alternative
1
0
1
0
1
0
1
0
1
0

Il ministro ha ragione: più inglese (1 ora in più al quinto anno).

Per quanto riguarda gli insegnamenti obbligatori per ciascuno dei 9 indirizzi occorre verificare caso per caso (vedi Allegato A pag. 12 del regolamento di riordino, nel quale, per chiarezza, le ore per le varie discipline vengono fornite in modo cumulativo su tutto l'anno scolastico. Per tradurre le ore da annuali a settimanali si tenga presente che l'insegnamento della Religione Cattolica prevede un'ora di lezione alla settimana: è quindi sufficiente dividere per 33 i totali riportati).


DISCIPLINE
I BIENNIO
II BIENNIO
V ANNO
Secondo biennio e quinto anno costituiscono un percorso formativo unitario
I
Var.
II
Var.
III
Var.
IV
Var.
V
Var.
Scienze integrate (Fisica)
3
-1
3
-1
di cui Laboratorio di Fisica
2
-2






Scienze integrate (Chimica)
3
0
3
0
di cui Laboratorio di Chimica
2
-2
Tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica
3
0
3
-3
Tecnologie informatiche
3
+3

di cui Laboratorio di Tecnologie informatiche
2
+2
Scienze e tecnologie applicata
3
+3

Complementi di matematica
1
+1
1
+1

Per quanto riguarda, ad esempio, l'indirizzo "Meccanica, Meccatronica ed Energia" l'articolazione "Meccanica e Meccatronica" prevede il seguente quadro orario:

DISCIPLINE
I BIENNIO
II BIENNIO
V ANNO
Secondo biennio e quinto anno costituiscono un percorso formativo unitario
I
Var.
II
Var.
III
Var.
IV
Var.
V
Var.
Meccanica, macchine ed energia

4
-2
4
-1
4
-1
Sistemi ed automazione
4
-2
3
-1
3
-1
Tecnologie meccaniche di processo e di prodotto
5
0
5
-1
5
-1
Disegno, progettazione e organizzazione industriale
3
-1
4
-1
5
-1

Come si può osservare la mannaia del ministro cade sulle materie di indirizzo in perfetta coerenza con quanto si legge sul "Profilo culturale, educativo e professionale degli Istituti Tecnici" (Allegato A pag. 13 del regolamento di riordino), si legge:

L'identità degli istituti tecnici è connotata da una solida base culturale a carattere scientifico e tecnologico in linea con le indicazioni dell'Unione Europea, costruita attraverso lo studio, l'approfondimento e l'applicazione di linguaggi e metodologie di carattere generale e specifico ed è espressa da un numero limitato di ampi indirizzi, correlati a settori fondamentali per lo sviluppo economico del paese.
Si potrebbe obiettare che esistono gli "spazi di flessibilità" che, nel secondo biennio possono raggiungere il 30% delle ore e, nel quinto anno il 35%.
Le materie che "possono cedere ore" ad altre discipline sono: Lingua e letteratura italiana, Inglese, Matematica e tutte le materie di indirizzo, non potendo gli insegnamenti avere meno di 2 ore settimanali di lezione.
L'inglese, si è già detto, non può scendere come numero di ore, matematica ne perde già 3 nei primi tre anni, rimane italiano (che è materia di esame) e le materie di indirizzo.

Si tratterebbe quindi di creare delle ore con dei tagli: un po' difficile.

Per quanto riguarda poi i laboratori, il ministro si dimentica di stabilire le risorse per manutenere gli attuali e per crearne di nuovi.

Buona riforma a tutti.

Dal sito de Il Giornale di Reggio

Iride deve ridare 65 milioni, incombe sulla fusione anche il decreto Ronchi
Ieri la riunione delle comissioni Crisi e Assetto del territorio.

Reggio Emilia (21 ottobre 2009)

Si è svolta sieri sera la riunione congiunta della commissione speciale sulla crisi e della commissione consiliare Assetto e uso del territorio, presiedute dai consiglieri Valeria Montanari e Salvatore Scarpino, per raccogliere informazioni sul percorso di fusione fra le multiutility Enìa spa e Iride spa.

Sulle novità del percorso di fusione ha riferito l'ad di Enìa Andrea Viero, dopo l'introduzione del sindaco di Reggio e presidente del patto di sindacato dei soci Enìa, Graziano Delrio.

"La prima novità, rispetto alla mia ultima comunicazione in Consiglio comunale sulla fusione, – ha detto Delrio – riguarda la 'moratoria fiscale', ovvero la definizione esatta della somma che Iride dovrà restituire, perché ritenuta dalla Corte europea 'aiuto di Stato': tale somma è stata quantificata e comunicata da Iride nell'ordine di 65 milioni di euro".

"Il secondo elemento di novità, che però non è ancora stabilito e certo – ha aggiunto il sindaco - è la proposta di riduzione della partecipazione pubblica al di sotto del 30% per le società quotate in Borsa.
La proposta è contenuta nel decreto legge 135.
Qualora il decreto venga convertito in legge, questa sarebbe un'ulteriore novità che cambierebbe lo scenario politico-amministrativo rispetto alle decisioni assunte dal Consiglio comunale".
"Questi sono gli unici elementi di novità", ha precisato Delrio, aggiungendo: "La discussione dei soci Enìa si concentra ora sugli elementi di reale novità e sulle loro conseguenze, perché non vi sono altre questioni”.

Reggio 5 stelle: matrimonio a rischio.
In particolare sul secondo punto, quello del dl 135, il cosiddetto decreto Ronchi, si concentra la lista civica Reggio 5 stelle, che definisce "una vera sciagura", le conseguenze che avrebbe l'approvazione del testo.
La riduzione della partecipazione pubblica al 30%, dice il capogruppo Matteo Olivieri, "significa la nefasta prospettiva di privatizzazione dell'acqua, senz'altro nella gestione, anche se il management di Enìa, capeggiato dall'ad Viero, si è affrettato a dire che la proprietà delle reti rimarrebbe pubblica".

"Inoltre - scrive Olivieri - Genova ha dato il via libera alla fusione con la clausola del 51% in mano pubblica, ma se entra in applicazione il Decreto Ronchi prima della fusione il voto di Genova è incompatibile con la fusione stessa. Interrogato sulla questione in Commissione consigliare l'ad di Enia Andrea Viero non risponde, concentrandosi invece sui riflessi contabili della moratoria che hanno tenuto banco in Commissione".

Dal sito Cittadinanzattiva.it

Acqua sempre più cara: + 5,4%, con aumenti superiori del 30% a Salerno e Benevento, e del 20% a Parma. Toscana la regione più cara.
8 le regioni "in deroga" sui parametri di potabilità, 6 sono del Centro-Nord



Nell'ultimo anno, il costo dell'acqua ha registrato un incremento medio del 5,4% rispetto al 2007, con aumenti a due cifre in 15 città: si parte dalla Campania (+34,3% a Salerno, +31,9% a Benevento) per arrivare in Emilia Romagna (+21,4% a Parma, +10% a Ravenna) passando per Basilicata (+16,1% a Potenza e Matera), Veneto (+16,3% a Padova e +12,3% a Verona), Lombardia (+15,9 a Lodi, + 13,4% a Cremona), Piemonte (+14,5% a Verbania, +12,8% a Novara), Marche (+14,4%, ad Urbino e +11,5% ad Ancona) e Friuli (+12,1% Gorizia).
In generale, gli incrementi si sono registrati in ben 68 capoluoghi di provincia.
Inoltre, secondo dati Istat, da gennaio 2000 a luglio 2009 l'aumento è stato del 47%.



Non sappiamo se la pubblicazione della Delibera n° 26 del Consiglio Comunale sul sito del Comune di Campagnola Emilia sia una risposta indiretta alla lettera inviata dal blog al Sindaco in data 26/09/2009, in ogni caso si ringrazia l'amministrazione comunale per la disponibilità dimostrata. Speriamo non sia un fuoco di paglia.

Dal sito del Comune di Campagnola Emilia

Approvata ad unanimità dal Consiglio Comunale l'integrazione alle disposizioni del Titolo III della Legge inerenti il cosiddetto "Piano Casa".

Facendo seguito all’Intesa Stato – Regioni – Enti Locali del 01 aprile 2009, finalizzata al rilancio dell’attività economica mediante l’attività edilizia (cosiddetto “Piano Casa”), la Regione Emilia Romagna ha provveduto ad approvare la Legge Regionale 6 luglio 2009, n. 6 “Governo e riqualificazione solidale del territorio”. Superando le indicazioni del Governo, tale disposizione non si traduce in una misura una tantum a favore dell’edilizia, ma in uno strumento per incentivare qualità architettonica, sicurezza sismica, efficienza energetica, oltre per riformare in maniera sostanziale due importanti norme regionali in materia di programmazione territoriale e riqualificazione urbana.

Il Titolo III della L.R. 6/2009 riguarda la disciplina degli interventi di ampliamento e demolizione-ricostruzione previsti dal cosiddetto “Piano Casa” ed in particolare prevede che:
  • siano consentiti sino al 31.12.2010;
  • siano realizzati con Dichiarazione di Inizio Attività (DIA);
  • siano ammessi soltanto per edifici abitativi esistenti al 31.03.2009.
Inoltre viene previsto che i Comuni possano con apposita deliberazione di Consiglio Comunale limitare o condizionare la realizzabilità degli interventi in funzione di particolari necessità di tutela o condizioni urbanistiche.
Il Consiglio Comunale di Campagnola Emilia si è avvalso della possibilità concessa dalla norma regionale ed ha approvato nella seduta del 12 settembre - ad unanimità con il consenso di Maggioranza e Opposizione – una serie di specificazioni che, con lo scopo di salvaguardare i contesti rurali, gli ambiti urbanistici con dotazioni territoriali insufficienti e i piani urbanistici in corso di attuazione, vanno a porre alcune limitazioni all’attuazione degli interventi previsti dalla legge regionale.

Di seguito è possibile consultare il testo della deliberazione di Consiglio Comunale n. 26 del 12 settembre 2009, il testo della L.R. n. 6/2009, il testo coordinato della L.R. n. 20/2000, uno schema riassuntivo dei contenuti della L.R. n. 6/2009.




Documenti allegati


Legge Regionale 6 luglio 2009 n° 6: "Governo e riqualificazione solidale del territorio" - Bollettino Ufficiale n° 116 del 7 luglio 2009


Il 16 Luglio di quest'anno è entrato in vigore il Decreto n° 89 del 20 marzo 2009:

Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n° 112, converitito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n° 133.

meglio nota come "riforma Gelmini della scuola primaria".



Ancora in fase di definizione è la riforma della scuola secondaria alla quale il Ministro sta alacremente "lavorando".

Prossimamente sul blog verranno trattate gli "schemi di riordino" dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali.

Il testo del Decreto



Tratto dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione viene riporta di seguito la sintesi dei principali provvedimenti adottati.

Il primo ciclo

Utilizzo del personale e tempo scuola

Tutti i modelli di orario introdotti saranno assicurati sempre e comunque dai docenti dell’istituto, secondo modalità organizzative definite dalla scuola stessa.
L’assistenza alla mensa sarà effettuata dai docenti della classe.

quindi
  • Non esiste alcuna forma o modello di dopo scuola tanto meno a carico delle famiglie
  • Non esiste alcuna ipotesi di ricorso a “cooperative” o risorse esterne per garantire l’orario scolastico
Scuola dell’infanzia
  • Sono accolti i bambini di età compresa tra i 3 e 5 anni compiuti entro il 31/12 dell’a.s. di riferimento.
  • Sono stati re-introdotti gli anticipi (bambini che compiono i 3 anni entro il 30 aprile successivo dell’a.s di riferimento ) già previsti dalla Riforma Moratti.
  • Prosegue l’esperienza delle “sezioni primavera” in collaborazione con le Regioni e gli Enti locali (è previsto uno specifico finanziamento da parte del MIUR).
  • E’ confermato il modello dell’orario normale di 40h (2 docenti per sezione).
  • La precedente normativa, confermata dal Regolamento attuativo dell’art.64, prevedeva anche una opzione a 25h che può essere attivata SOLO a richiesta delle famiglie.
  • In questo caso le eventuali economie (ore e posti) saranno utilizzate soltanto per espandere il servizio (nuove sezioni).
Scuola primaria

  • Si possono iscrivere i bambini che compiono 6 anni entro il 31/12 dell’a.s. di riferimento e anticipatamente quelli che compiono i 6 anni entro il 30 aprile dell’anno successivo.
  • L’iscrizione può essere effettuata presso la scuola del territorio di appartenenza o anche presso altra istituzione scolastica.
Modelli possibili di orario

Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo scuola:
  • 24 ore;
  • 27 ore sino a 30 ore con attività opzionali facoltative;
  • 40 ore: tempo pieno.
I modelli di organizzazione della didattica trovano quindi applicazione sulla base della scelta delle famiglie e, per i modelli a 30 e 40 ore, in rapporto all’ organico assegnato.

Modello 24 ore settimanali
Insegnante unico di riferimento

La Legge 169/2008 introduce il modello dell’insegnate unico di riferimento attivabile a richiesta delle famiglie.
  • La classe, funzionante con orario di 24 ore settimanali, è affidata al maestro unico di riferimento. Dall’a.s. 2009/2010 si applica alle sole classi prime.
  • Le 2 ore di insegnamento che l’insegnante unico di riferimento è tenuto a prestare in aggiunta all’orario d’obbligo, sono a carico del fondo di istituto da reintegrare con risorse a carico del Ministero.
Modello 27 ore settimanali

Corrisponde al modello didattico previsto dal D.L.vo 59/2004, con esclusione delle attività opzionali facoltative e si applica a richiesta delle famiglie.

L’orario a 27 ore viene assicurato, a partire dall’a.s. 2009/2010, a tutte le classi prime e a regime all’intero ciclo.

Modello fino a 30 ore settimanali

Corrisponde al modello didattico previsto dal D.L.vo 59/2004, incluse le attività opzionali facoltative integrabili con risorse a carico delle scuole.

Tale modello, dall’a.s. 2009/2010 e fino alla conclusione del ciclo, si applica a tutte le classi successive alle prime.

Modello 40 ore settimanali
Tempo Pieno

Viene confermato l’intero organico del Tempo Pieno: le attuali 34.270 classi (su un totale di 136.964 classi pari al 25,2%) NON subiscono alcuna riduzione.

E’ previsto un ampliamento sufficiente a soddisfare la domanda espressa dalle famiglie nel corrente anno scolastico.

Tempo Pieno

Le modalità di realizzazione del tempo pieno rimagono quelle previste (legge n. 176 del 25 ottobre 2007) consistenti nell’articolazione di un unico progetto educativo sviluppato su tutte le 40 ore, senza alcuna distinzione tra le attività didattiche del mattino e quelle del pomeriggio (2 insegnanti titolari sulla stessa classe)

Sostegno

Nessuna modifica prevista.
Rimangono confermati i parametri già previsti dalla Legge Finanziaria (n. 244 del 27 Dicembre 2007) tendenzialmente 1 docente ogni 2 alunni disabili.

Insegnamento delle lingue

Lo studio delle lingue NON SUBISCE alcuna variazione.

 Classi
 Attuale
[Ore]
Previsto
[Ore]
 I
 1
Nessuna variazione
 II
 2
Nessuna variazione
 III, IV, V
 3
Nessuna variazione

Le attività opzionali o facoltative

Vengono ridotte o abolite le attività opzionali/facoltative.

A parziale sostituzione delle attività opzionali/facoltative viene attribuita alle scuole una dotazione organica ad hoc, integrabile con eventuali risorse interne.

Scuola Secondaria di I grado

Articolazione oraria settimanale


Orario settimanale Attuale
 Orario settimanale Previsto
Tempo normale
 30 Ore
 30 Ore
Tempo prolungato
 40 Ore
 36 Ore
Elevate fino a 40 su richiesta maggioritaria delle famiglie

Discipline – tempo normale (confermate le 30 ore settimanali)


Attuale
[Ore]
 Previsto
[Ore]
 Variazione
[Ore]

Italiano, Storia, Geografia
 11
 9
1
 -1

In quest'area è inserito l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione"
Matematica e Scienze
 6
 6
 0

Tecnologia
3
2
-1

Inglese
 3
 3
 0

Seconda lingua comunitaria
 -
 2
+2
Ore mutuate dall'insegnamento di Italiano, Storia, Geografia e Tecnologia
Artee immagine
 2
 2
 0

Corpo, movimento e sport
 2
 2
 0

Musica
 2
 2
 0

Religione Cattolica
 1
 1
 0


Discipline – tempo prolungato


Attuale
[Ore]
 Previsto
[Ore]
 Variazione
[Ore]

Italiano, Storia, Geografia
 15
 15
 0

In quest'area è inserito l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione"
Matematica e Scienze
8
9
+1


Tecnologia
3
2
-1

Inglese
 5
 3
 +2

Seconda lingua comunitaria
 -
 2
+2

Artee immagine
3
 2
 +1

Corpo, movimento e sport
 2
 2
 0

Musica
3
 2
+1

Religione Cattolica
 1
 1
 0



2

Approfondimento di discipline a scelta della scuola

Insegnamento delle lingue

 Attuale
Previsto
 3 Ore di Inglese
 Nessuna variazione
 2 Ore seconda lingua comunitaria
 Nessuna variazione

Inglese potenziato

Soltanto a richiesta delle famiglie e compatibilmente con l’organico di ciascun istituto sarà possibile l’introduzione dell’inglese potenziato a 5 ore settimanali 3 ore + 2 ore dalla seconda lingua comunitaria.

A partire dall’a.s. 2009/2010 2 ore dalla seconda lingua possono essere utilizzate anche per l’insegnamento dell’italiano L2 per alunni stranieri.

Sostegno

Nessuna modifica prevista.
Rimangono confermati i parametri già previsti dalla Legge Finanziaria (n. 244 del 27 Dicembre 2007): tendenzialmente 1 docente ogni 2 alunni disabili.

Questo è ciò che riguarda la "grammatica" della riforma,  quanto riguarda la "pratica" sarebbe interessante conoscere il punto di vista di chi la riforma la vive sulla propria pelle.

A partire dagli insegnanti che hanno perso il posto, da quelli che il posto lo hanno mantenuto ma che si trovano a lavorare, di fatto, in condizioni sicuramente difficili, per arrivare agli alunni ed ai loro genitori.

Leggendo questo prospetto del Ministero, sembra che le modifiche apportate siano minime, a parte la reintroduzione del "maestro unico" o prevalente.
Sembra inoltre che gli utenti abbiano un'ampia possibilità di scegliere  molti percorsi didattici (24, 27 fino a 30, 40 ore), il tempo pieno che rimane, lo studio delle lingue, l'inglese potenziato, ecc.,  da li il giudizio positivo di chi la riforma l'ha attuata e di chi la sostiene invocandone e la necessità: più servizi con meno risorse.

Va però osservato l'abbondanza di termini tipo:
  • "Solo a richiesta dei genitori"
  • "I modelli di organizzazione della didattica troveranno quindi applicazione sulla base della scelta della famiglie e, per i modelli a 30 e a 40 ore, in rapporto all'organico assegnato"
  • "Le attività opzionali facoltative integrabili con risorse a carico delle scuole"
  • "Tendenzialmente 1 docente ogni 2 alunni disabili"
  • "A parziale sostituzione delle attività opzionali / facoltative viene attribuita alle scuole una dotazione organica ad hoc, integrabile con eventuali risorse interne"
  • "Soltanto a richiesta delle famiglie e compatibilmente con l'organico di ciascun istituto sarà possibile l'introduzione dell'inglese potenziato"
che lasciano presagire che le novità sul piano didattico previste, si traducano in scatole vuote inapplicabili.

Questa riforma sarà essenzialmente una riforma di tagli, soprattutto di personale, in parte giustificabile ma applicata in modo indiscriminato.

Il modello di scuola primaria del pre-riforma funzionava ed era un vanto, anche in ambito internazionale, per il nostro paese, perchè cambiarlo?

Difficile pensare che, in un contesto di questo tipo, si trovino insegnanti di sostegno, si possa gestire in modo efficace la didattica in classi sempre più numerose, che l'integrazione dei bambini extracomunitari, che richiedono spesso processi di alfabetizzazione elementare non conoscendo la lingua, possa avvenire in modo concreto, che il tempo pieno sia tale e non, come prevede la riforma, un semplice "doposcuola" dove gli alunni rimangono per fare i compiti, senza parlare dei tagli di natura economica alle varie scuole.

I genitori poi sono chiamati a decidere e a richiedere senza conoscere.
Televisione e giornali non danno notizie concrete in merito alla riforma se non relativamente a qualche picchetto di precari che protestano; si aggiunga poi che l'italiano medio è piuttosto pigro quando è ora di informarsi (anche della qualità dell'istruzione dei propri figli).

Sorprende assistere allo smantellamento della scuola pubblica e, aggiungo, dell'università, senza che nessuno muova un dito... ma forse per farlo occorrerebbe consapevolezza.

La guida di Rete Scuole


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