Dal sito www.beppegrillo.it

È necessario portare il nostro cuore in miniera.
Una miniera profonda, piena di testimonianze, di diamanti che brillano. Per scendere nelle sue viscere bisogna avere il cuore appresso, come una lanterna.
Nei suoi lunghi cunicoli, per tutta la sua estensione, ci sono i Santi Laici. Santi più per caso che per propria volontà.
Talvolta un diamante, un Santo Laico, torna in superficie, ma la sua luce offende i nostri occhi.
Non sono più abituati a Giorgio Ambrosoli, Giuseppe Impastato, Rosario Livatino, don Peppe Diana.



I Santi Laici sono il nostro specchio oscuro.
Centinaia e centinaia di vittime. Ognuno a modo suo, spesso inconsapevole, sempre temerario, ha perso la vita per una idea di Stato che forse esisteva solo nella sua coscienza.
Ascoltare le loro voci, leggere le loro storie e continuare a vivere nell’indifferenza di un Paese consegnato ai suoi peggiori istinti è difficile, per molti impossibile.
Meglio cancellare le loro esistenze, le loro testimonianze civili dietro la facile definizione di “eroi”.
Un eroe è un individuo eccezionale.
Tutti noi, cittadini comuni, la regola che viene confermata dall’eccezione.
Nella miniera c’è però una luce sempre più forte. Quella di Paolo Borsellino.
Un diamante seppellito insieme ai motivi del suo assassinio. Vicino a lui, un’agenda rossa che forse farà luce nel buio senza stelle di questa Italia.

Beppe Grillo


Dal sito www.comunivirtuosi.org

L'Anticasta: l'Italia che funziona
Intervista a Marco Boschini - Associazione dei Comuni Virtuosi

Da dove nasce questo libro? Da quali esperienze, incontri, studi?

Il libro nasce dalla grande passione politica che anima l’esperienza di centinaia tra comitati, associazioni, reti, amministratori locali e singoli cittadini impegnati quotidianamente nella tutela del territorio, della salute e del benessere dei cittadini. E’ il frutto di tanti piccoli e grandi contributi, scritti da compagni di viaggio con i quali in questi anni abbiamo condiviso progetti concreti e riflessioni che mettono in discussione alla radice un modello di sviluppo e di società che non stanno più in piedi: ecco allora le parole e gli spunti di Alex Zanotelli, di Maurizio Pallante, di Franca Rame, di Francuccio Gesualdi, di Jacopo Fo, di Andrea Segré... Ecco le azioni di decine di sindaci e assessori comunali.



A quali riflessioni, pratiche, impegni vuole invitare con questo libro?

Insieme a Michele abbiamo provato a mostrare l’altra faccia della medaglia rappresentata un paio di anni fa dal libro di successo dei giornalisti Rizzo e Stella, “La casta” appunto, che metteva in luce una politica dello spreco e della corruzione, dei ritardi e delle inefficienze. Da amanti critici della politica, abbiamo voluto raccogliere in questo libro la politica virtuosa, del buon senso e della concretezza, della speranza e del futuro.

Quali sono i destinatari a cui pensava mentre lo scriveva?

I miei colleghi sindaci e assessori, sicuramente, ma anche e soprattutto i cittadini delle comunità locali, gli animatori sociali e culturali, i portavoce delle associazioni di volontariato e dei comitati in difesa del territorio. E poi i giovani, gli studenti universitari e i ragazzi più giovani che hanno in mano il futuro di tutti noi e che devono poter conoscere un altro modo di fare politica, sana e sobria.


Di Federico Mello, da Il Fatto Quotidiano del 15 novembre 2009

Ascanio Celestini: NoBDay, in piazza pacifici e sovversivi

Ascanio Celestini, narratore del popolo, è sempre attento a quello che si muove dal basso. È stato contattato dai Don Chisciotte del NoBerlusconiDay in tempi non sospetti, e ha dato la sua adesione mentre la mobilitazione ancora covava in Rete. Lo contattiamo mentre sta tornando da Giano dell’Umbria, in provincia di Perugia: “Sono andato a salutare gli amici della rivista Frigidaire – ci dice – nonostante la loro storia, sono a rischio sfratto da un sindaco di centrosinistra”.



Tu hai aderito subito al NoBday del 5 dicembre.

Ho dato subito la mia adesione. Aveva l’aria di essere un’iniziativa piccola, invece ho visto che è cresciuta moltissimo: penso che sia una delle prime volte che una manifestazione viene organizzata così tanto “dal basso”.

Che ruolo ha giocato la Rete nel lancio di questa giornata?

Io non ho grande fiducia nella Rete: in Rete si trova di tutto, e in più si è sempre riconoscibili e raggiungibili. La Rete convince le persone che c’è una possibilità, ma dobbiamo dirlo, la possibilità non sta nella Rete, ma nelle persone.

Ha ancora senso andare in piazza?

Da sempre le manifestazioni non sono un momento di lotta, ma un momento di ritualità, servono per contarsi. E neanche più per quello: oggi una manifestazione è partecipata quando chi la organizza ha i mezzi per renderla tale. Gli dai il cestino, gli paghi l’autobus, per cui se c’è un milione di persone in piazza sembra che un milione di persone si stanno davvero muovendo. Ma l’impegno politico è un’altra cosa: è quello che tu porti avanti ogni giorno nella scuola dove porti tuo figlio, in tutti i posti di lavoro, nel bar dove prendi il caffè, dall’ortolano dove compri la frutta. È lì che fai politica realmente. Mobilitare un milione di persone che il giorno dopo tornano a chinare la testa, non serve a niente.

Questo NoBerlusconiDay nasce dal basso invece.

Anche questa, come tutte le manifestazioni, sarà una rito. Ma è un rito importante perché non è stata lanciata e organizzata da qualche grosso partito, da qualche grosso giornale, da un sindaco: è fuori dalle istituzioni dalla politica e dai centri di potere che gestiscono le comunicazioni da massa. E perciò, ancora di più, dopo il 5 dicembre, è fondamentale che si continui a mettere in atto un impegno politico che sia forte, capace di mostrarsi.

Qual è l’obiettivo?

Se questo sistema non ci piace, dobbiamo essere eversivi. Uso una parola forte, ma quando Marx ed Engels parlavano dello “Spettro che si aggira per l’Europa”, facevano circolare un messaggio che faceva paura al capitalismo dell’epoca. E oggi? Io voglio giornali, partiti e sindacati che facciano paura. Paura, naturalmente, non significa diventare terroristi; ma a me questo sistema fa paura, allora c’è bisogno di qualcuno che faccia paura a questo sistema, che dica cose diverse da tutto ciò è discorso dominante. Perciò, dal 5 dicembre, il giorno dopo, la settimana dopo, il mese dopo, l’anno dopo, bisogna diventare tutti pacificamente eversivi.

È Berlusconi il problema?

È importante chiedergli le dimissioni. Ma bisogna fare anche un passo avanti. Perché il berlusconismo è entrato nelle ossa di tutta la politica italiana: così come ci sono sindaci di sinistra che sfrattano un rivista ricca di storia e di cultura, così ci sono sindaci di centrosinistra che tirano su muri, che vietano di bere una birra alle tre di notte, che chiudono i locali. Per cambiare le cose dobbiamo tornare a una prospettiva profondamente ideologica, dobbiamo ritrovare una Weltanschauung, una visione del mondo senza la quale non riusciamo neanche a tornare a casa. Dobbiamo recuperare il significato del nostro essere individui in questo paese: se l’obiettivo di qualsiasi protesta è solo quella di avere lo stesso mondo che abbiamo, migliorato solo un po’, allora non ne vale la pena.


Cosa puoi fare collettivamente come amministratore di un comune, come responsabile di una associazione o gruppo di intenti

Chiunque può fare propria questa campagna e promuoverla nei propri ambiti, dal comune alle associazioni al semplice gruppo spontaneo di cittadini.

Qui di seguito elenchiamo un possibile piano di azione ma altri percorsi possano risultare altrettanto praticabili ed efficaci.

Chiediamo il contributo di idee di tutti coloro the lanceranno la campagna nel loro ambiente mediante l'invio di resoconti, foto, filmati, ecc.

I contributi verranno pubblicati nella sezione "ADESIONI" che darà notizia delle realtà che aderiranno e ne terrà il conto.

Le principali tappe di esecuzione della campagna prevedono alcune fasi preparatorie e una attuativa in cui si mette in pratica la buona abitudine di portare la sporta sostituendola al sacchetto senza deroghe, ovunque possibile.

Non esistendo un'unica strategia adattabile a tutte le realtà vogliamo indicare a seguito alcune possibilità e fornire alcuni suggerimenti.



Organizzazione e formazione degli operatori

Qualora un Comune o un' associazione vogliano farsi promotori della campagna necessario poter contare su un gruppo di volontari capaci e motivati che potrebbero già essere operativi all'interno di associazioni locali, associazioni ambientaliste, come Pro Loco, volontari dell'oratorio, ecc.

Queste forze disponibili sul campo devono essere individuate e contattate per un incontro preliminare onde valutare coinvolgimenti individuali.

Gli amministratori referenti per la campagna possono, attraverso questo sito, acquisire tutta l'informazione necessaria sulle motivazioni che hanno dato origine a questa campagna nella sezione DATI SULLA PLASTICA.

Questa sezione, contiene inoltre una ampia documentazione e dei vari link sui danni ambientali causati dalla plastica a diversi livelli di approfondimento.

In particolare le presentazioni con diapositive Plastica come diamanti e Plastica nell'ambiente sono particolarmente efficaci poiché ne forniscono un utile condensato e sono proiettabili in occasione di incontri.


Dopo aver ottenuto l'adesione del volontari si procede a una loro informazione e formazione raccogliendo i loro suggerimenti e si pianifica come procedere nella successiva comunicazione e informazione dei commercianti e cittadini.

E' indispensabile che vengano parallelamente coinvolti i dirigenti scolastici e gli insegnanti locali, in modo che possano sviluppare attività didattiche inerenti al tema con dei livelli di approfondimento e dei percorsi adeguati al livello di scuola. Questo coinvolgimento ha il duplice obiettivo di raggiungere un maggior numero di famiglie e di puntare sulle nuove generazioni per il ruolo chiave che avranno nell'acquisizione di nuovi stili di vita ecosostenibili.

Informare esercenti, cittadini e scuole

Il coordinatore della campagna per il Comune, sulla base del piano operativo e di comunicazione concertato con gli operatori volontari, contatta i commercianti organizzando un incontro informativo con un'eventuale proiezione della presentazione a cui potrebbero essere invitati i dirigenti scolastici.

La riunione dovrebbe essere annunciata con l'invio preliminare del programma che sottolinei l'importanza di avere almeno un rappresentante per ogni esercizio commerciale.

Alternativamente si può procedere a contattare i commercianti uno per uno lasciando materiale informative e riferimento del sito dove trovare ulteriori informazioni.

Come arrivare alla raccolta delle adesioni

Se pianificata in occasione di un unico incontro, dopo la parte informativa sui perché della campagna si procede a un giro dl opinioni e alla definizione di un piano di intervento che preveda come procurarsi borse per tutte le occasioni (o altri contenitori alternativi adatti alle caratteristiche dei prodotti) e come rispondere alle eventuali obiezioni del clienti (vedi FAQ).

Ove non fosse possibile riunire tutti gli operatori a indispensabile contattare i titolari degli esercizi commerciali di particolare importanza uno ad uno per assicurarsene la completa adesione.

L'adesione può avvenire verbalmente ma sarebbe auspicabile prevedere la possibilità di un'adesione scritta tramite firma di un accordo in cui gli stessi si impegnino a prendere parte attiva all'azione, rispettandone le clausole, per tutto il tempo che si renderà necessario.

Anche per quarto concerne la tipologia dell'accordo si forniscono a seguito degli esempi già adottati in altri paesi che vanno adattati alle comunità in cui si agisce.

La principale clausola consiste nel concordare una data che assuma un significato simbolico, come un punto di non ritorno, a partire dalla quale si fa uno sforzo in più, portando sempre una borsa con se, in cambio di vantaggi evidenti e condivisibili.

Una modalità per disincentivare l'uso del sacchetto monouso è quello di farlo pagare ovunque, specialmente negli esercizi che apparentemente lo regalano ma che spesso lo includono nei prezzi.

E' consigliabile indurre i commercianti a concordare un prezzo comune e, qualora si decidesse per un prezzo superiore a quello di costo, si potrebbe dichiaratamente utilizzare gli introiti supplementari per iniziative abbinate alla campagna., (primo lancio gratuito di borse nelle scuole, ecc).

Parallelamente possono essere suggerite ai commercianti azioni incentivanti sul modello dei meccanismi premianti utilizzati dalla grande distribuzione descritti nell’allegato.

I supermercati vanno contattati con largo anticipo poiché spesso il gerente non ha potere decisionale e arrivare ai livelli superiori può richiedere più tempo.

L'adesione dei supermercati essenziale alla riuscita della campagna per ovvi motivi e dove la gestione lo permettesse si potrebbe usufruire di spazi ottimali vicini alle casse dove esporre le locandine e dare visibilità alla campagna.

L'approccio ai supermercati va leggermente modulato poiché generalmente il sacchetto non viene offerto gratuitamente. Ai punti vendita che non hanno mosso ancora in atto come direzione locale azioni volte a scoraggiare l’uso del sacchetto o a incentivare l'uso di borse riutilizzabili consigliamo di indirizzare proposte già messe in campo da alcuni gruppi.

Per verificare quali gruppi e marche della grande distribuzione hanno aderito alla campagna visita l'apposito spazio in Adesioni a contattaci per ulteriori informazioni.

L’iniziativa dovrebbe coinvolgere anche i venditori ambulanti dei mercati rionali che è la categoria di commercianti che, pur maggiormente gravata dai costi dei sacchetti, in proporzione al valore della merce venduta, più difficilmente osa negarli per paura di perdere il cliente.

Si rende quindi necessaria una buona preparazione e capacità dialettica dei volontari nel saper guidare tutti commercianti verso una decisione unanime sapendo proporre soluzioni e percorsi attuabili nelle singole realtà e situazioni.

Comunicati alla cittadinanza

Non appena venga decisa la data dell’entrata in vigore della nuova buona abitudine di portare la sporta tutti i commercianti si impegnano ad esporre la locandina e a consegnare ai loro clienti i volantini informativi e il comunicato.

Questa informazione dovrebbe essere effettuata con un paio di mesi dl anticipo per permettere agli esercenti di attrezzarsi ordinando buste e borse alternative e per dare ai cittadini il tempo di abituarsi all'idea.

Anche questa fase della campagna va gestita in collaborazione con gli insegnanti e i dirigenti scolastici con cui si è già pianificato il programma di informazione e di attività didattiche.

A seconda dei fondi disponibili sarebbe fortemente promozionale poter fare un prima distribuzione gratuita di borse di tela personalizzabili (con costi d’acquisto sostenuti da eventuali sponsors interessati a diffondere contemporaneamente il loro logo) nei luoghi più adatti e frequentati belle diverse località o nelle scuole.

Data di inizio della buona abitudine " Porta la Sporta ! "

In concomitanza con la data di inizio, che potrebbe essere anche un sabato o una festività speciale, sarebbe ottima cosa organizzare degli eventi nelle zone commerciali più frequentate.

Questi eventi potrebbero essere i più diversi: un nuovo lancio di borse, dei gruppi musicali, una mostra di borse disegnate dai bambini, una vendita di beneficenza dl borse realizzate da volontari, l'organizzazione di uno speciale mercatino del riciclo, ecc. ecc.

Ma anche qualsiasi altra iniziativa va bene, purché sappia trasmettere le attese positive che animano le persone aderenti sottolineando la necessità di un mondo che sia eco-sostenibile e pulito.

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Che cos'è?

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un'iniziativa per promuovere maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. Possono partecipare tutti: organizzazioni, amministrazioni pubbliche, aziende private ma anche singoli cittadini. Basta impegnarsi a ridurre i rifiuti prodotti tra il 21 e il 29 novembre 2009. Per scegliere l'impegno da prendere durante la Settimana leggi i principi a cui si ispirano le azioni di riduzione dei rifiuti. E nella sezione Suggerimenti troverai una serie di consigli per individuare l'impegno della Settimana che fa per te!



Come aderire?

Singoli cittadini e gruppi possono aderire scrivendoci quale sarà l'impegno per la Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti. Il tuo impegno sarà pubblicato sull'home page di menorifiuti.org.

Nella Carta di Partecipazione sono invece indicati i requisiti per Enti pubblici, associazioni, ONG, scuole, aziende e industrie che aderiscono ufficialmente e utilizzano il logo della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Per le adesioni ufficiali: le Idee per le azioni e tutta la Documentazione. Il termine per le adesioni ufficiali è scaduto il 6 novembre 2009.

Nella sezione Programma l'elenco degli appuntamenti in vista della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti: Novembre 2009

Il sito ufficiale europeo della Settimana: http://www.ewwr.eu/

Notizie sulla riduzione dei rifiuti dal sito Eco dalle Città Leggi

Il Sindaco ha convocato per Sabato 28 Novembre 2009 alle ore 10.00 il Consiglio Comunale.

Ordine del giorno


Dal sito di MicroMega

L'insidiosa democrazia dell'applauso. Il monito di Bobbio

A cento anni dalla nascita, Paolo Flores d’Arcais e Marco Revelli ricordano il giurista e politologo torinese.

di Paolo Flores d'Arcais e Marco Revelli, da "Il Fatto Quotidiano", 5 novembre 2009



Come “professore” ci ha insegnato il dovere del dubbio metodico nel lavoro intellettuale. Il rispetto delle posizioni dell’avversario, l’impegno a non ignorarle e neppure ridicolizzarle nel confronto, ma anzi a valorizzarle, talvolta nobilitandole, se si vuole davvero dialogare. L’arte della chiarezza. L’idea che quando il linguaggio è oscuro, fumoso, allusivo, anche il pensiero è incerto. Non c’era ancora stato il movimento studentesco, il ’68, personalmente non ero ancora a sinistra di nulla, mi guardavo attorno, ma certo Bobbio ci ha vaccinato contro le tentazioni del pensiero chiuso e del dogmatismo.
Marco Revelli
 
A proposito della libertà:

“Oggi sappiamo che la libertà si può usare per il bene e per il male… La libertà si può anche sprecare. Si può sprecarla fino al punto di farla apparire inutile, un bene non necessario, anzi dannoso. E a furia di sprecarla, un giorno o l’altro (vicino? lontano?) la perderemo. Ce la toglieranno. Non sappiamo ancora chi: se coloro che abbiamo lasciato prosperare alla nostra destra o coloro che stanno crescendo tumultuosamente alla nostra sinistra. Abbiamo comunque il sospetto, alimentato da una continua severa lezione durata mezzo secolo, che la differenza non sarà molto grande.”
Norberto Bobbio


Acqua pubblica, Prc e grillini presentano due mozioni

Le liste civiche a 5 Stelle di Reggio, Guastalla e Rubiera (firmata da Matteo Olivieri, Davide Zanichelli e Claudio Pifferi) propongono una mozione con quattro proposte concrete per "salvare l'acqua pubblica" e contrastare la legge votata a Roma dalla maggioranza di governo.




Le quattro proposte dei grillini sono: inserire nello Statuto comunale che l'acqua è un bene essenziale la cui gestione non ha rilevanza economica; fare ricorso presso la Corte Costituzionale (sulle orme del Comune di Bologna) contro la normativa che impone la privatizzazione; nel caso in cui la normativa preveda di vendere azioni e che ciò non si possa evitare con ricorsi, elaborare un Piano di alienazione delle quote verso Patti d'acquisto tra utenti; nel caso in cui Enìa si fondesse con Iride, procedere allo scoporo delle attività legate al servizio idrico.

La mozione intende dunque riconoscere il Diritto Umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico, e confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato.

L’acqua come "fonte di vita insostituibile" e come "diritto inalienabile" è anche al centro di una mozione presentata dal capogruppo di Rifondazione comunista Alberto Ferrigno. In particolare l'esponente del Prc in Consiglio provinciale afferma che "l’accesso all’acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l’ambiente, rappresenterà una causa scatenante di tensione e conflitti all’interno della comunità internazionale, nonchè una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale".

Il capogruppo Ferrigno ricorda poi come "il Comune di Reggio abbia avallato la fusione Enìa-Iride, che prevede la privatizzazione dei servizi e della gestione dell’acqua". Ferrigno sottolinea inoltre che "il Governo sta provvedendo ad accelerare, e per legge, tale privatizzazione", pertanto chiede un impegno alla Giunta provinciale a "costituzionalizzare il diritto all’acqua, attraverso le seguenti azioni: riconoscere anche nel proprio Statuto il Diritto Umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà; riconoscere anche nel proprio Statuto che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua a tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli articoli 31 e 114 del decreto legislativo 267 del 2000".

Ferrigno ha anche dichiarato la propria soddisfazione "per l’impegno assunto dalla maggioranza del Consiglio provinciale e dal presidente del Consiglio a svolgere un Consiglio provinciale aperto per discutere dell’incredibile provvedimento posto in essere in soli due giorni, e per di più attraverso un decreto legge, dal Governo. La richiesta avanzata in aula dal gruppo di Rifondazione comunista è stata infatti recepita condividendo la pericolosità del decreto Ronchi". Rifondazione comunista peraltro nei prossimi giorni chiederà un incontro a tutte le forze interessate per concordare una campagna unitaria per l'acqua come bene comune. "A chi, come la maggioranza delle destre oggi al governo del Paese, usa la fiducia per imporre al Parlamento italiano la privatizzazione dell'acqua rispondiamo anche con uno strumento di democrazia dal basso, il referendum" conclude Ferrigno.


Privatizzazione dell'acqua: il governo ottiene la fiducia

Roma, 18 novembre 2009

Con 320 voti a favore il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul decreto legge Ronchi che prevede una serie di liberalizzazioni nel settore dei servizi pubblici, tra cui l'erogazione dell'acqua. Contro il governo hanno votato 270 deputati.




La mossa del governo ha suscitato la reazione immediata di Cittadinanzattiva, che ha promesso l'inizio di una raccolta firme per chiedere un referendum. "Il governo si è bevuto la fiducia dei cittadini", ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. "Blindando l'acqua nel decreto Ronchi, l'esecutivo ha dimostrato di essere più preoccupato di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità", ha proseguito.

Secondo le associazioni dei consumatori, la liberalizzazione dell'acqua prevista dal decreto peserà sulle tasche degli italiani con aumenti a due cifre, compresi tra il 30 e il 40 per cento.

Per il Codacons, ad esempio, "si profila una vera e propria stangata". "Se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perchè il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30 per cento delle tariffe dell'acqua".

Ancora più drastico il commento del responsabile dei servizi a rete del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), secondo il quale "gli aumenti in bolletta supereranno il 40 per cento", visto che "si aggiungerà la necessità dei profitto delle Spa con inevitabili conseguenze sulle tariffe".




In studio a Roma Adriano Bonafede, la Repubblica, Corrado Oddi, Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e Lorenzo Bardelli, Federutility. In studio a Milano Giuseppe Altamore, giornalista Famiglia cristiana. In collegamento telefonico Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le regioni. Conducono Massimo Giannini e Tiziana Testa.



Beppe Grillo interviene in difesa dell'acqua pubblica spiegando la truffa della legge del governo Berlusconi. Intervista di Matteo Incerti (Radio Bruno). 18 novembre 2009



L'articolo del decreto che riguarda la privatizzazione dell'acqua

Ddl Senato - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee

Art. 15.

Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica

1. All'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «in materia di distribuzione del gas naturale», sono inserite le seguenti: «, le disposizioni del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e della legge 23 agosto 2004, n. 239, in materia di distribuzione di energia elettrica, le disposizioni della legge 2 aprile 1968, n. 475, relativamente alla gestione delle farmacie comunali, nonchè quelle del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, relativamente alla disciplina del trasporto ferroviario regionale»;
a-bis) al comma 1, quarto periodo, dopo le parole: "sono determinati" sono inserite le seguenti: ", entro il 31 dicembre 2012,";
b) i commi 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
«2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità;
b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a), le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione di specifici compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.
3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta "in house" e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia di controllo analogo sulla società e di prevalenza dell'attività svolta dalla stessa con l'ente o gli enti pubblici che la controllano.
4. Nei casi di cui al comma 3, l'ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un'analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato per l'espressione di un parere preventivo, da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione.
Decorso il termine, il parere, se non reso, si intende espresso in senso favorevole.»;
c) dopo il comma 4, è inserito il seguente: «4-bis. I regolamenti di cui al comma 10 definiscono le soglie oltre le quali gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai fini dell'espressione del parere di cui al comma 4.»;
d) i commi 8 e 9 sono sostituiti dai seguenti:
«8. Il regime transitorio degli affidamenti non conformi a quanto stabilito ai commi 2 e 3 è il seguente:
a) le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008 affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta "in house" cessano, improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell'ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011. Esse cessano alla scadenza prevista dal contratto di servizio a condizione che entro il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il 40 per cento del capitale attraverso le modalità di cui alla lettera b) del comma 2;
b) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2, le quali non abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011;
c) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2, le quali abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio;
d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, aad una quota non superiore al 40 per cento entro il 30 giugno 2013 e non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2015; ove siffatte condizioni non si verifichino, gli affidamenti cessano improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, rispettivamente, alla data del 30 giugno 2013 o del 31 dicembre 2015;
e) le gestioni affidate che non rientrano nei casi di cui alle lettere da a) a d) cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante.
9. Le società, le loro controllate, controllanti e controllate da una medesima controllante, anche non appartenenti a Stati membri dell'Unione europea, che, in Italia o all'estero, gestiscono di fatto o per disposizioni di legge, di atto amministrativo o per contratto servizi pubblici locali in virtù di affidamento diretto, di una procedura non ad evidenza pubblica ovvero ai sensi del comma 2, lettera b), nonchè i soggetti cui è affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall'attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, nè svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, nè direttamente, nè tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, nè partecipando a gare. Il divieto di cui al primo periodo opera per tutta la durata della gestione e non si applica alle società quotate in mercati regolamentatie al socio selezionato ai sensi della lettera b) del comma 2. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere su tutto il territorio nazionale alla prima gara successiva alla cessazione del servizio, svolta mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, avente ad oggetto i servizi da essi forniti.»;
e) al comma 10, nell'alinea, le parole: «centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2009»;
f) al comma 10, alla lettera a) la parola: «diretti» è sostituita dalle seguenti: «cosiddetti in house» e dopo le parole: «patto di stabilità interno» sono inserite le seguenti: «, tenendo conto delle scadenze fissate al comma 8,»;
g) al comma 10, la lettera e) è abrogata.
1-bis. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 23-bis, comma 8, lettera e), del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano sono fatti salvi, nel rispetto delle attribuzioni previste dagli statuti delle predette regioni e province autonome e dalle relative norme di attuazione, i contratti di servizio in materia di trasporto pubblico locale su gomma di cui all'articolo 61 della legge 23 luglio 2009, n. 99, in atto alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
1-ter. Tutte le forme di affidamento della gestione del servizio idrico integrato di cui all'articolo 23-bis del citato decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, devono avvenire nel rispetto dei princìpi di autonomia gestionale del soggetto gestore e di piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio.
2. All'articolo 9-bis, comma 6, del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, il quarto periodo è soppresso.
2-bis. All'articolo 195, comma 2, lettera e), secondo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le parole: "diciotto mesi" sono sostituite dalle seguenti: "due anni".
2-ter. All'articolo 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, le parole: "31 dicembre 2009" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2010".
2-quater. All'articolo 8-sexies, comma 2, terzo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13, la parola: "centoventi" è sostituita dalla seguente: "duecentodieci".

All'interno del progetto sul riciclo e sulla raccolta differenziata, la Scuola dell'Infazia Anselperga, fa visita a "PalaComieco - RicicloAperto in città", manifestazione dedicata al riciclo della carta, cartone e cartoncino, finalizzata alla sensibilizzazione degli studenti e, più in generale, dei cittadini alla raccolta differenziata ed al riciclo di questi materiali.


Da mercoledì 18 a venerdì 20 novembre, in piazza della Vittoria due ‘igloo’ del consorzio Comieco (Consorzio nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica) bambine e bambini potranno scoprire come la carta e il cartone vengono riciclati e trasformati in nuovi oggetti. È questa una tra le numerose iniziative promosse da Comune di Reggio Emilia ed Enìa nel mese di novembre in occasione della Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile promossa da Unesco (9-15 novembre) e della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti (21-29 novembre).



Il PalaComieco è una struttura didattica di 400 mq che sarà ospitata in 46 città italiane, all’interno della quale bambini e genitori potranno seguire e capire in forma di gioco i processi di trasformazione della carta, entrando virtualmente dentro a un impianto di riciclo. Un modo divertente per coinvolgere le nuove generazioni e le famiglie e svelare i misteri della ‘rinascita’ in forme diverse di oggetti d’uso quotidiano.

La Settimana di educazione allo sviluppo sostenibile, promossa nell’ambito del Decennio dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014, è una campagna lanciata dall’Onu per sensibilizzare giovani e adulti di tutto il mondo alla necessità di un futuro più equo e armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta.

La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti – promossa con l’Alto patronato del Presidente della Repubblica – è considerata un evento chiave per promuovere azioni sostenibili per la riduzione dei rifiuti e a evidenziare l’impatto dei consumi sull’ambiente e i cambiamenti climatici.

Il Comune di Reggio Emilia parteciperà ad entrambe le Settimane realizzando e promuovendo diverse iniziative. Tra queste, gli “Orti di pace e piacevolezza”, presentati alla stampa nei giorni scorsi, il cui scopo è restituire ai bambini il piacere di fare scuola all’aperto, giocare con la terra, capire dal vivo un ciclo naturale completo attraverso il quale produrre ciò che si mangia. Il progetto è realizzato con il contributo di Enìa e vi partecipano le scuole Lepido, Dalla Chiesa, King, Morante, Balletti, Roncocesi e Massenzatico Cella, Ghiarda. Nell’ambito del progetto, saranno realizzate esperienze di compostaggio degli scarti del giardino e di cucina, in linea anche con gli obiettivi della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti.

Nell’ambito di questa Settimana, giovedì 26 novembre, alle ore 17, nel Centro internazionale Loris Malaguzzi si terrà un incontro con i nidi e le scuole d’infanzia comunali e convenzionati e le materne statali per la promozione dell’utilizzo dell’acqua da rubinetto con il progetto “Acqua in caraffa” e del “Ricettario degli Avanzi”, in collaborazione con Enìa, Ausl e Slow Food Reggio Emilia.

Il Comune di Reggio Emilia, coordinatore del gruppo di lavoro nazionale “Rifiuti 21 Network”, parteciperà inoltre alla terza “Convention sulla prevenzione dei rifiuti dal basso” (Mestre, lunedì 23 novembre), al convegno nazionale “Costruire il programma nazionale di prevenzione” (Roma, mercoledì 25 novembre) e al workshop “Come prevenire la produzione dei rifiuti: il ruolo degli enti locali in Italia”, organizzato dal Comune di Genova (Genova, venerdì 27 novembre).

Il Comune di Reggio, in collaborazione con la Grande distribuzione organizzata (Coop Consumatori Nordest, Conad e IperSì), promuove anche il progetto “La spesa verde”, marchio di qualità ecologica che viene assegnato dall’Amministrazione comunale ai punti vendita che attuano ‘buone pratiche’ per lo sviluppo sostenibile e che compiono e diffondono azioni che contribuiscono a migliorare l’ambiente.

Infine, dal 9 novembre Comune di Reggio Emilia ed Enia hanno avviato l’estensione del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti nelle aree del forese delle Circoscrizioni Sud, Ovest e Nord Est, portando a 48.000 i reggiani coinvolti dal nuovo sistema di raccolta.


Acqua del rubinetto nelle scuole d'infanzia, primo successo per i grillini

La lista civica Reggio 5 Stelle esprime soddisfazione per i passi avanti della proposta sull’introduzione dell’acqua del rubinetto al posto delle bottigliette di plastica in uffici comunali, asili e mense. Gli uffici comunali competenti (nello specifico Scuole e Nidi d’Infanzia) hanno infatti risposto all’interpellanza dei grillini reggiani presentata lo scorso agosto.




Nella risposta si legge che "l’Istituzione ha sempre cercato di privilegiare, all’interno dei nidi e delle scuole, l’acqua in bottiglia di vetro la quale presenta meno problemi dal punto di vista della produzione di rifiuti. Tuttavia l’Istituzione, nell’ambito di un piano di iniziative sulla sostenibilità ambientale e sociale sta avviando, anche grazie alla collaborazione con le autorità sanitarie, un progetto relativo all’utilizzo dell’acqua in caraffa nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Reggio. Infatti sempre più autorità sanitarie (e in modo particolare il Sian, titolare della sicurezza degli alimenti) sostengono l’uso dell’acqua degli acquedotti pubblici, definite anche recentemente nelle Linee strategiche per la ristorazione scolastica in Emilia Romagna ’..salubri e senza controindicazioni al consumo da parte dei minori’”.

E continua la risposta: "Pertanto l’Istituzione, dopo aver completato le analisi dell’acqua in tutte le strutture e aver coinvolto nella scelta le famiglie e il personale educativo, avvierà nei primi mesi del prossimo anno, questo progetto quale scelta di sostenibilità ecologica - sociale e concreta opportunità per valorizzare stili di vita e di consumo attenti alla sobrietà e al rispetto delle risorse ambientali".

Il costo complessivo delle bottiglie di acqua acquistate per i servizi e nidi d’infanzia è di circa 50 mila euro l’anno (35.269 il dato aggiornato al 30 settembre 2009) che in futuro potranno essere risparmiate - ricorda Matteo Olivieri, consigliere comunale della lista civica Reggio 5 Stelle - Questa scelta oltre a portare, nelle sole scuole d’infanzia ad un risparmio di circa 50mila euro l’anno di soldi pubblici, comporterà una diminuizione dei rifiuti di vetro e plastica oltre ad educare ambientalmente le nuove generazioni a consumi consapevoli.

Dal sito del Comune di Colorno (PR)

Progetto Riducimballi - Negozi Leggeri

Iniziata la sperimentazione con Ferramenta Bussolanti e Colorno Alimentari (A&O).



Sono due i negozi di Colorno che hanno accolto la proposta dell’Amministrazione Comunale di sperimentare la vendita di detersivi sfusi, nell’ambito del progetto “Negozi Leggeri” orientato alla promozione dell’eliminazione degli imballi “usa e getta” e alla sensibilizzazione di una cultura della riduzione dei rifiuti alla fonte.

Si tratta di una iniziativa promossa congiuntamente dall’Assessorato alla Attività Formative e da quello ai Servizi Pubblici, e che sarà seguita da altre proposte volte alla realizzazione di una rete di negozi di qualità che potranno esporre il marchio “Negozio Leggero” diffuso da Ecologos (ente no-profit di ricerca e promozione delle buone pratiche orientate all’ambiente).

Alla fine dello scorso mese di ottobre, Ecologos ha girato le piazze di Colorno con il furgone erogatore, per far conoscere i detersivi sfusi ai cittadini, che hanno potuto acquistarli, provarli e verificarne la qualità.



La vendita di detersivi sfusi è iniziata a partire dal mese di gennaio presso la Ferramenta Bussolanti di via S.Rocco e l’A&O – Colorno Alimentari di P.le Chevè. Il fatto che due tra i negozi più storici di Colorno abbiano accettato di sperimentare l’iniziativa, è certamente motivo di orgoglio per l’Amministrazione.

Dopo l’introduzione della raccolta differenziata porta a porta, occorre adesso impegnarsi per ridurre i rifiuti alla fonte. Ognuno di noi può dare il proprio personale contributo alla riduzione dei rifiuti, adottando diversi stili di vita che non sono poi così complicati, come possono sembrare inizialmente.

A partire da quest’anno scolastico, presso la mensa sono state bandite le bottiglie di plastica: i bambini che frequentano la scuola elementare bevono a pranzo l’acqua naturale del nostro acquedotto, filtrata e qualitativamente certificata dal gestore del servizio idrico integrato. In questo modo, i rifiuti spariscono del tutto, perché non sono prodotti.

Nel corso del 2008, è intenzione dell’Amministrazione promuovere altre iniziative volte alla riduzione dei rifiuti, a partire dalla diffusione dell’uso dei pannolini lavabili. E’ infatti attualmente allo studio un progetto per incentivare economicamente le famiglie che intendono utilizzare questi pannolini e abbandonare quelli usa-e-getta, che costituiscono il 23% del rifiuto residuo secco raccolto a Colorno.

La riduzione dei rifiuti, insieme alla raccolta differenziata ed al recupero dei beni ri-utilizzabili, sono fondamentali per contenere la quantità di rifiuti da avviare a smaltimento. Ormai, è indiscutibilmente dimostrato che i benefici ambientali sono anche i benefici per le nostre tasche.

Nei prossimi tre anni i costi di smaltimento dei rifiuti sono destinati a schizzare verso l’alto. L’introduzione della raccolta porta a porta, consentirà ai cittadini colornesi di assorbire meglio l’impatto di tali costi sulla tariffa corrisposta.

L’Amministrazione Comunale di Colorno ha ormai consolidato una tradizionale sensibilità al tema dei rifiuti: se il 2006 è stato l’anno dell’introduzione della raccolta differenziata spinta, il 2007 è stato quello dell’avvio delle iniziative di riuso (con il progetto ri-utilizziamo), il 2008 sarà l’anno della diffusione e promozione delle pratiche di riduzione.

La tariffa rifiuti pesa parecchio per le utenze non-domestiche (soprattutto per quelle che hanno onestamente dichiarato le effettive superfici). Nei prossimi mesi l’Amministrazione intende studiare un sistema incentivante che consenta di distribuire sconti o contributi a coloro che avviano pratiche concrete dimostrabili di riduzione dei rifiuti.

Alla presunta necessità di un impianto di smaltimento (discarica o inceneritore), il Comune di Colorno oppone il Ri-Valorizzatore costituito dai cittadini che tutti i giorni si impegnano per fare la raccolta differenziata, e promuovendo politiche concrete di riduzione dei rifiuti.

Colorno, 17 gennaio 2008.

Dal sito www.reggio24ore.com

Parte in questi giorni la raccolta differenziata dei rifiuti all’interno dell’I.T.C.G. “Luigi Einaudi” di Correggio. Un progetto ambizioso che interessa 41 classi per 901 studenti, promosso dall’Istituto insieme ad Enìa. Si sono già svolti i due momenti formativi con i rappresentanti di classe che avranno la funzione di “controllori” e di promotori del progetto e la successiva consegna dei kit per la raccolta.


Il preside Giuseppe Adriano Rossi, nel presentare il progetto ai rappresentanti degli studenti, ha sottolineato l’importanza del portare dentro alla scuola pratiche virtuose come la raccolta differenziata.
Ogni classe ha in dotazione tre borse per carta, plastica e lattine che affiancheranno il tradizionale cestino per l’indifferenziato, mentre nei corridoi saranno posizionati contenitori più grandi per la successiva raccolta.
I rappresentanti hanno ricevuto anche materiale informativo di Enìa.
Molte le domande e le curiosità espresse dai ragazzi sugli obiettivi della raccolta e sulle esatte pratiche della differenziazione.


Il progetto, dal titolo “Ambienti Puliti”, vedrà mobilitata l’intera scuola non solo con la raccolta classe per classe ma anche con momenti periodici di verifica e partecipazione a iniziative ecologiche promosse sul territorio, per non tenere rinchiusa all’interno dell’istituto l’intera esperienza.

I consigli di Campagnola Emilia a 5 Stelle

Guida per la raccolta differenziata



Le regole della raccolta differenziata: ridurre i rifiuti
  1. Prima di acquistare un prodotto, pensa se ti è veramente utile.
  2. Evita i prodotti usa e getta, come rasoi, piatti e bicchieri di plastica, panni e carta per pulire la casa.
  3. Scegli detersivi e altri prodotti con le ricariche.
  4. Scegli prodotti con minore imballaggio possibile.
  5. Per la spesa usa shopper riutilizzabili in cotone, canapa, polietilene, juta o in rete.
  6. Utilizza prodotti con vuoto a rendere o distribuiti alla spina.
  7. Prima di buttare un apparecchio rotto, verifica se può essere riparato.
  8. Riutilizza gli scatoloni come contenitori, il retro dei fogli di carta per prendere appunti.
  9. Evita stampe inutili di documenti sul tuo computer.
  10. Bevi l'acqua del rubinetto, è buona, è oligominerale, è controllata.
  11. Trasforma i tuoi rifiuti organici e gli scarti del giardino in compost: un ottimo fertilizzante.
  12. Dona a scuole o biblioteche i libri usati.
La raccolta differenziata "porta a porta": la plastica


La raccolta differenziata "porta a porta": la carta


La raccolta differenziata "porta a porta": il vetro e le lattine


La raccolta differenziata "porta a porta": l'organico

Si pubblica la risposta dell'Onorevole Marilena Adamo alla lettera inviata ieri ai componenti della Commissione Affari Costituzionali del Senato chiamati a votare il decreto legge 135/09.

 

 
Al "Forum italiano dei movimenti per l'acqua"
A tutti i cittadini che hanno scritto ai Senatori della I Commissione

 
Roma, 12 novembre 2009

 
Negli scorsi giorni noi parlamentari abbiamo ricevuto tantissime vostre email che ci segnalavano lo sdegno dei cittadini per il provvedimento del Governo che di fatto rende più concreto il processo di privatizzazione di un bene pubblico fondamentale: l'acqua.

 
Peraltro il Governo ha fatto tutto questo inserendo una norma in un decreto legge che parla di tutt'altro, piuttosto che affrontare in parlamento una seria e aperta discussione della riforma dei servizi pubblici locali. Da tempo, infatti, giacciono sia alla Camera che al Senato dei progetti di legge di iniziativa parlamentare in cui si affronta la questione in maniera organica e strutturata. Invece il Governo, per la quarantacinquesima volta dall'inizio della legislatura, ha scelto la via più semplice, e più opaca rispetto alla pubblica opinione, del decreto-legge.

 
Come sapete in quel contesto si trattava di INCLUDERE l'acqua nell'elenco dei servizi esclusi dall'applicazione della modalità privatistica di gestione e affidamento (criticabile anche per altri aspetti), com'è stato fatto per energia e trasporti regionali, che hanno una normativa diversa ad hoc. Non si è voluto fare, parificando di fatto l'acqua a qualsiasi altro servizio, ad esempio lo smaltimento rifiuti. Il che risulta ancora più paradossale perchè in sede europea e internazionale si sta tornando indietro, rispetto alle scelte più spinte di liberalizzazione, proprio sull'acqua L'opposizione del gruppo del partito Democratico è stata dura. Abbiamo presentato numerosi emendamenti sia soppressivi che migliorativi, purtroppo incontrando solo un muro di chiusura da parte del Governo, che non ha accettato neppure la costituzione di un'Authority nazionale.

 
Siamo riusciti però, ed è un piccolo ma importante risultato, a fare accogliere un punto di principio cui appellarsi in fase applicativa, che riafferma".... piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche, il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e prezzo del servizio, in conformità a quanto previsto dal decreto legislativo 152 del 2006, garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio".

 
Ora il testo è alla Camera e, visto anche l'approssimarsi della scadenza del decreto (24 novembre), sarà ancora più difficile, ma non per questo verrà meno il nostro impegno, forti anche del vostro contributo.

 
A tutti voi un cordiale saluto.

 
Sen. Marilena Adamo
Segretaria I Commissione Affari Costituzionali - Senato della Repubblica
Gruppo Partito Democratico

 
Per approfondimenti

 
Sul mio sito http://www.marilenadamo.it/ a questo link trovate il testo e il video del mio intervento in aula del 4 novembre 2009.

 
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Dal sito di Alle 8 della sera

Vite Sprecone

Nel racconto di Galdo, si intrecciano sprechi di beni materiali e immateriali.
Si parte dal cibo, visto che gli italiani in media gettano nel cestino circa il 20 per cento della spesa di pane, pasta e carne, e si passa poi ai consumi energetici che hanno determinato un deficit di risorse naturali preoccupante: ne consumiamo più di un terzo di quelle che la Terra è in grado ogni anno di riprodurre.
Lo spreco ci sommerge, e la spazzatura invade le nostre città.


Si affronta poi la grave crisi economica in corso, e le opportunità che offre.
A partire dalla possibilità di rivedere i nostri stili di vita, non rinunciando ai consumi ma eliminando appunto gli sprechi. Ovunque.
Dalle case alle istituzioni pubbliche il dittico non sprecare diventa una sorta di undicesimo comandamento scolpito nelle nostre vite quotidiane.

Marco Travaglio - Marco Lillo - Stefano Morselli

P3, I VIZI DEL POTERE: PAPI, PADRONI E PADRINI
L'oscenità del potere tra informazione ed indifferenza

Abbiamo pensato a questo titolo dopo l'estate che è passata, un'estate di scandali politici fatti passare per pettegolezzi, dove è emerso chiaramente con quali criteri viene scelta la nuova classe politica italiana, tra modelle, veline, escort, e coca.
Nell'istant-book "PAPI" di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio viene dipanata questa vicenda, tra intercettazioni e testimonianze dirette, vicenda che ha portato l'Italia al punto più basso di discredito internazionale.



Abbiamo scelto anche la parola Padroni pensando ad un Presidente del Consiglio che si proclama imperatore, padrone del destino dell'Italia, al di sopra delle leggi e della democrazia.

Ecco quindi l'informazione, la stampa e la televisione, in gran parte in mano a lui, diventano strumenti per diffondere ed assuefare al potere del padrone, fatti per intimidire e zittire chi non lo sostiene e per assopire l'opinione pubblica.

Ed infine Padrini ad indicare la rete che lega strettamente il potere con la mafia, quasi che questi legami siano costitutivi della storia del nostro Paese e ne abbiano scritto interi capitoli, non episodi od eventi da relegare alla dimensione della criminalità.
Travaglio nell'ultimo numero di Micromega scrive:

Le trattative fra pezzi di Stato e Cosa Nostra durante i primi anni novanta hanno fatto da paravento ai mandanti esterni e ai suggeritori occulti delle stragi del '92-92' a Palermo, Milano, Firenze, Roma.
Solo quando riusciremo a rimuovere quel paravento, conosceremo i veri padri fondatori della Seconda Repubblica che, a differenza della Prima, non è nata dalla Resistenza, ma dalle stragi e dalle trattative, dalle bombe e dal sangue dei morti uccisi dalla mafia.
A.N.P.I. Sezione di Fabbrico e Gruppo Cittadini per la Pace Fabbrico-Rolo

Sabato 31/10/2009 si è svolto un incontro con il vicesindaco e assessore ai Servizi Educativi e Formazione, alla Cultura, alle Pari Opportunità del Comune di Campagnola Emilia, nel quale sono stati presentati i progetti:

L'incontro è avvenuto a seguito di un invito dello stesso assessore dopo una mail di presentazione del progetto "Le Scuole nella Rete!" inviata, tramite l'Ufficio Scuola Comunale, all'Asilo Nido Girotondo.

Il progetto "Piedibus" (progetto facente parte del programma dell'amministrazione comunale) è attualmente in fase di studio preliminare.
Si stanno valutando i tempi necessari per la sua attuazione, in particolare se partire con il secondo periodo dell'anno scolastico in corso oppure, visto che saranno necessari alcuni interventi sulla viabilità cittadina, valutare se rimandare il tutto all'inizio del prossimo anno scolastico.



Giovedì 05/11/2009 si è tenuto un primo incontro tra l'assessore e alcuni rappresentanti delle Scuole Elementari e Medie.

Non ci sono attualmente notizie certe sul progetto, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Relativamente al progetto "Le Scuole nella Rete !", Venerdì 09/10/2009, è stata inoltrata una mail di presentazione all'Asilo Nido Girotondo, alle Scuole dell'Infanzia Anselperga e Fontanesi e alle Scuole Elementari e Medie del Comune.

La proposta verrà messa all'ordine del giorno di un incontro del Forum dell'Infanzia e dell'Adolescenza che si è tenuta Lunedì 09/11/2009.

E' stata data la disponibilità ad intervenire agli incontri di Giovedì 05/11/2009 e Lunedì 09/11/2009, ma l'offerta è stata gentilmente declinata.

Nel frattempo Mercoledì 04/11/2009, grazie alla disponibilità degli insegnanti della Sezione Grandi della Scuola dell'Infanzia Anselperga, sono stati presentati, durante la riunione di sezione, ai genitori che il prossimo anno avranno i loro figli inscritti alle Scuole Elementari, i progetti "Piedibus" e "Le Scuole nella Rete !".

Sono stati distribuiti volantini informativi (volantino Piedibus, volantino Le Scuole nella Rete!) con i vari riferimenti in rete per ricevere eventuali commenti, suggerimenti ed idee in merito.

In fine è stato proposto il progetto "Il Mercatino dei libri usati", nato per la vendita e lo scambio di libri scolastici, ma che potrebbe essere adottato, con opportune modifiche, alla ricircolazione di libri non più utilizzati.

A questo scopo si segnala un considerevole numero di libri dismessi, non più esponibili, della Biblioteca Comunale, libri depositati, parte in un magazzino, parte nella vecchia sede della stessa.

Si aggiungano poi i libri di privati cittadini che, per vari motivi, finiscono in discarica: un vero peccato.

Perchè quindi non catalogare questi libri, se non già fatto, mettere in rete l'elenco in modo da favorire lo scambio, l'eventuale vendita, ad esempio per finanaziare l'acquisto di nuovi volumi?

In questa oprazione potrebbero essere coinvolte le scuole, i giovani del paese e volontari interessati con la possibilità di organizzare banchetti di vendita ed altre iniziative.

 Martedì 03/11/2009 è stato presentato il progetto al Centro Giovani del Comune.

Le proposte sono state messe sul tavolo ed è stata data la disponibilità a partecipare attivamente: sul blog potrete seguire gli aggiornamenti della situazione non appena ci saranno novità in merito.

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