Il Consiglio Provinciale è convocato in seduta pubblica straordinaria “aperta”

LUNEDI' 11 GENNAIO 2010 alle 15:00

presso la sala consiliare ubicata in Corso Garibaldi, 59 per trattare il seguente argomento:

CONSIGLIO APERTO SUL TEMA DELL’ACQUA

Dall'articolo "Per chiarezza e obiettività" pubblicato sul numero 134 de "Il Borgo"



vorremmo ricordare a tutti i cittadini che è sempre possibile, per tutti, in ogni momento, ottenere informazioni trasparenti ed oggettive sulle scelte operate dell’Amministrazione Comunale.
Le sedute del Consiglio Comunale sono rigorosamente pubbliche.
Anche quelle in cui si presentano le interrogazioni; in quella sede il Sindaco fornisce risposte “pubbliche” e verbalizzate.

Chi non potesse partecipare ai Consigli Comunali può inoltre sempre fare richiesta delle varie delibere (oltre che dei verbali) all’Ufficio Segreteria del Comune. Inoltre, entro il primo semestre del 2010, con l’implementazione di un nuovo software acquistato dall’Ente, tutti questi documenti saranno disponibili anche sul sito internet del Comune di Campagnola Emilia: www.comune.campagnola-emilia.re.it.

Il Gruppo Consigliare

Tutti i Comuni della Unione “Pianura Reggiana” hanno aderito ad una convenzione promossa da Intercent-ER, supportata tramite la rete in fibra ottica di Lepida, e aggiudicata a Telecom Italia, al fine di conseguire notevoli risparmi di spesa tramite l’adozione della tecnologia Voip per le telefonate in uscita dal centralino delle sedi municipali.



La tecnologia Voip (Voice over IP), ormai ampiamente diffusa a livello aziendale, consiste nel trasmettere le conversazioni telefoniche in forma digitale “traducendole” in pacchetti dati come avviene per le comunicazioni su Internet.

Come “autostrada” di questo flusso di comunicazione viene utilizzata la rete in fibra ottica di Lepida che collega tutte le pubbliche amministrazioni dell’Emilia-Romagna, e da questo punto di vista il progetto della nostra Regione è sicuramente d’avanguardia, non solo a livello italiano.

Per il Comune di Campagnola Emilia sono iniziate da parte di Telecom le procedure di migrazione al Voip che dovrebbero terminare entro l’anno.

Quindi con il 2010 tutte le telefonate fatte dal Municipio di Campagnola Emilia viaggeranno sulla rete Lepida e, di conseguenza, a costi ridotti rispetto alle normali tariffe.

Dal numero 14 di "Piazza Roma": il notiziario del Comune

Durante questi giorni, a seguito dell’approvazione del decreto Ronchi alla camera che privatizza l’acqua, ho provato a scrivere un articolo (non esaustivo) che spieghi cosa succede quando si privatizza la gestione dell’acqua. Aprilia e la provincia di Latina ne sono un esempio concreto, spero che questo possa essere di riflessione e di esempio, per quello che accadrà nei prossimi anni, se non riusciremo a fermare questa legge.
Ad Aprilia, come in tutto l’ATO4 (38 Comuni) la Privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002 (seconda provincia d’Italia in ordine di tempo dopo Arezzo) quando la Conferenza dei Sindaci ha messo a gara la gestione del servizio idrico per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato).

Gentile ministro Maroni: ho lavorato a Palermo, come procuratore, per quasi sette anni, dal 1993 al ’99. Anni difficili, densi di risultati importanti, che hanno consentito alla democrazia del nostro paese di non precipitare nel baratro senza fondo in cui lo stragismo terroristico-mafioso dei corleonesi voleva precipitarci.



Al conseguimento di tali risultati hanno contribuito in tanti, forze dell’ordine, magistrati, società civile, istituzioni e uomini politici. Fra questi un ruolo di primo piano l’ha avuto proprio Lei, come ministro degli Interni: per noi un riferimento sicuro, avendo più volte constatato la Sua disponibilità ad ascoltare prima di decidere.

È ricollegandomi a quel periodo – breve ma intenso: otto mesi nel 1994 – che mi permetto oggi di sottoporLe alcune questioni. Nella lotta alla mafia, si sa, tutto si tiene. Distrarsi su di un versante, se le cose vanno bene su altri, è un lusso non consentito. Lei giustamente sottolinea i successi delle forze dell’ordine nella ricerca e cattura dei latitanti. Al riguardo non si può non registrare una continuità – nel contrasto dell’ala militare di Cosa Nostra – che non si è mai avuta prima. È da dopo le stragi del ‘92 che gli arresti “eccellenti” si susseguono ininterrotti: con Riina, Bagarella, Brusca, Aglieri Graviano e un’infinità di altri nel primo periodo; e poi via via fino ad oggi con Provenzano, Lo Piccolo, Raccuglia, Nicchi... mentre ormai le catture si intensificano anche per camorra e ‘ndrangheta. Altrettanto giustamente Lei ricorda la stabilizzazione del 41-bis, cioè di un regime carcerario di giusto rigore nei confronti dei mafiosi detenuti che dovrebbe impedire loro di spadroneggiare anche stando in galera. E sempre giustamente Lei rivendica alcune misure antimafia contenute nel cosiddetto “pacchetto sicurezza”, forse solo aggiustamenti di un quadro già esistente – e tuttavia aggiustamenti significativi.

Ma poste tali positività, vorrei – signor ministro – parlare anche delle ombre che rischiano di rendere l’azione antimafia disomogenea, non coerente su tutti i versanti interessati. Il primo punto riguarda la possibilità, fortemente voluta dalla maggioranza di governo, di vendere i beni confiscati ai mafiosi. Le cautele previste mi sembrano, obiettivamente, foglie di fico. In realtà dubbi non ve ne possono essere. Quei beni, saranno i mafiosi a ricomprarseli tutti, facendone un sol boccone: perché godono di una liquidità che nessun altro operatore economico si può sognare, perché possono utilizzare un esercito di insospettabili prestanome, e perché se qualcuno osasse mettersi di traverso partecipando all’asta o trattativa i mafiosi saprebbero bene come convincerlo a desistere. Mentre subisce duri colpi in termini di arresti, ecco che la mafia trova una sorta di rianimazione sul versante del suo potere economico. Il vecchio detto “calati iuncu ca passa ‘a china…” sarebbe ancora una volta confermato: le organizzazioni criminali risulterebbero sostanzialmente in recupero, con un forte danno per la credibilità dell’antimafia complessivamente considerata, in netta controtendenza con i successi degli arresti. Anche col recupero di un solo bene confiscato l’arroganza mafiosa potrebbe cantare vittoria, rivendicando – ancora una volta – la sua supremazia. Per non dire della diminuzione verticale che potrebbero registrare le destinazioni a finalità sociali dei beni confiscati. Con conseguente sterilizzazione dello straordinario valore che tali destinazioni hanno sul piano del coinvolgimento della società civile nella lotta alla mafia. Restituire alla collettività ciò che il crimine organizzato le ha rapinato significa fare dei sudditi della mafia dei cittadini alleati dello Stato. Un valore aggiunto delle confische che forse interessa relativamente al ministro dell’Economia Tremonti, ma che non può non stare fortemente a cuore di chi come Lei – ministro Maroni – della lotta alla mafia è istituzionalmente il principale responsabile. La proposta di un’Agenzia nazionale, infine, va nel senso (positivo) che da anni e anni è auspicato da tanti. Ma ipotizzarla mentre viene “codificata” la possibilità di vendere i beni confiscati, equivale un po’ – io credo – a governare la stalla dopo aver dato il largo ai buoi.

Un altro punto caldo riguarda la riforma delle intercettazioni, che – nel progetto già approvato dalla Camera – sarebbero di fatto impedite o quasi per tutti i reati che non siano fin da subito riconducibili alla mafia. Ma tra questi, lo dimostra l’esperienza, rientra anche tutta una serie di gravi delitti (estorsioni, usura, bancarotta, corruzione, aste o appalti truccati, frodi, falsi…) che sono tipici delle mafia “economica”, per di-svelare la quale però occorrono approfondite indagini che delle intercettazioni non possono fare a meno. In sostanza, con la riforma si finirebbe – di fatto – per offrire una specie di “scudo” che sarebbe assolutamente controproducente nella lotta alla mafia, una mafia che sempre più – come Lei, signor ministro, sa perfettamente – da impresa criminale va evolvendo proprio in impresa economica. Poi c’è la grave questione delle procure di frontiera che ormai sono letteralmente sguarnite. I posti scoperti per la mancanza di pm, in Sicilia come in Calabria (ma non solo), sono ormai decine e decine. Ora, se polizia e Cc arrestano fior di latitanti ma poi non ci sono i pm per fare le indagini, si rischia la schizofrenia. E sono sicuro che Lei, signor ministro, questo non lo vuole. Si faccia allora promotore di soluzioni che pongano rimedio a una situazione insostenibile, che porterà alla catastrofe prima di tutto proprio sul versante antimafia. Per esempio consentendo di impiegare nelle procure – come in passato – i magistrati di prima nomina, prevedendo nel contempo un corso “specialissimo” di formazione, di congrua durata, mirato sulle specifiche funzioni da assolvere.

Ci sarebbero, signor ministro, tante altre cose da dire. Mi limito a una soltanto, non per facile polemica, ma perché – anche in questo caso – tutto si tiene. Mi chiedo: che effetto può avere (sui poliziotti che rischiano la pelle per arrestare pericolosi criminali) sentire che da uomini con incarichi pubblici importanti un tizio come Mangano viene ostinatamente definito “eroe”? Eroi sono i poliziotti, non i mafiosi che essi assicurano alla giustizia. Controbattere queste “allegre” definizioni – mi creda – non può che far bene all’antimafia e al morale delle forze dell’ordine. RingraziandoLa per l’attenzione, Le auguro buon lavoro.

Da Il Fatto Quotidiano, 10 dicembre 2009

Giovedì 10 Dicembre è stato pubblicato, sul sito del Comune, il verbale della riunione del Forum dell’infanzia e dell’adolescenza tenutasi Lunedì 9 Novembre, nella seconda parte del quale, sono riportate le considerazioni fatte sul progetto “Le Scuole nella Rete !” che hanno portato alla bocciatura del progetto.



Come ricordato nel post dell'undici novembre, il progetto è stato proposto via mail al'Asilo Nido Girotondo, alle Scuole dell'Infanzia Fontanesi ed Anseperga, alle Scuole Elemntari e Medie del Comune in data 09/10/2009 (si riporta il volantino allegato alle suddette mail), dando disponibilità a chiarimenti e ad una collaborazione attiva.
A queste mail, a oggi, nessun riscontro se non questo verbale (il primo disponibile in rete dal 2004) che è l'unico documento ufficiale di risposta all'iniziativa.




Rispettando la decisione, del tutto legittima, presa dal Forum e dell'amministrazione comunale, soprattutto quando si afferma:

"che il progetto non è fattibile, perché implicherebbe troppo tempo ed energie per mantenerlo aggiornato ed avere una continuità"

mi permetto di fare alcune consirazioni sugli altri argomenti utilizzati per bocciare il progetto.


Nella prima parte del documento emerge la giusta necessità di documentare in vario modo iniziative come la Giornata dell'Infanzia:

"sarebbe interessante che la giornata non si esaurisse in quel pomeriggio, ma che si costruisse un percorso di condivisione con i bambini , anche rispetto alla progettazione di una prossima giornata per l’infanzia. Durante l’anno scolastico, anche attraverso la documentazione fotografica, si può cercare di rivivere e rivedere quel momento e conversare e riflettere con i bambini sul valore e sulle possibilità di un futuro anche attraverso domande generative."

"Il Sindaco propone di unire la documentazione per restituire una sintesi su cosa è stata la giornata. Si può pensare di formalizzare il materiale (documentazione fotografica, grafica e scritta) per avere una continuità e arrivare il prossimo anno ad una maggiore condivisione."

"Inoltre per il prossimo anno sarebbe opportuno che un persona si dedicasse a fare le fotografie o un video, così da avere maggiore documentazione."

Non si capisce come tutta questa voglia di documentare (giustamente) iniziative, attività, progetti che riguardano i nostri figli, possa scontrarsi con la possibilità di CONDIVIDERE questo materiale su un sito internet (la parola blog forse ha spaventato qualcuno), sito che nelle intenzioni poteva essere quello del Comune, neutro ed istituzionale, il sito a cui tutta la comunità del paese fa riferimento.
 


Se il progetto “Le Scuole nella Rete !" è stato percepito come un elogio all’individualismo, come uno strumento che toglie la relazione personale, che può creare equivoci, che disincentiva la partecipazione ed il confronto, me ne dispiaccio e lascio a chi avesse la pazienza di leggere il verbale e il testo del progetto giudicarlo.

Per quanto guarda la comprensibile osservazione del Sindaco:

“oltre alla disponibilità occorre qualcuno competente”

si sarebbe potuto dimostrare che la costruzione del sito internet ed il suo aggiornamento sarebbero stati più semplici di quanto si potesse immaginare (il presente blog voleva essere la dimostrazione della fattibilità del progetto e a costi nulli) ma forse in questa analisi si trascurano aspetti amministrativi e logistici non noti.

Avrei voluto illustrare il progetto e chiarire ogni eventuale dubbio di persona durante l’assemblea alla quale mi ero offerto di partecipare, ma non me ne è stata data l’occasione.

Sarebbe stato auspicabile verificare la fattibilità del progetto sottoponendolo anche ai genitori (nel frattempo si sono svolte le elezioni dei vari rappresentanti dei consigli di classe e dei rappresentanti di sezione), per verificare se la proposta poteva rispondere ad un'esigenza reale e avere la necessaria condivisione ed, eventualmente, reperire qualche altra risorsa in termini di competenze.

In questo senso, per concludere, un ringraziamento agli insegnanti della Sezione Grandi della Scuola dell'Infanzia Anselperga che, durante la riunione di sezione svoltasi il 04/11/2009, hanno consentito la presentazione del progetto ai genitori.

Raccogliendo l'invito del Sindaco:

potrebbero essere i genitori a istituire un loro Forum, dove raccontare le esperienza sul piano emotivo, al fine di creare socialità ed aggregazione.

ci si rende disponibili a collaborare ad ogni iniziativa finalizzata al raggiungimento di questo scopo.

Per quanto riguarda il progetto Piedibus:

Si partirà con due percorsi pilota sperimentali, con il coinvolgimento delle famiglie, con inizio indicativamente dopo Pasqua, per poi coinvolgere tutti nel prossimo anno scolastico. Ci sarà il coinvolgimento dei vigili, dei genitori, delle associazioni di volontariato, nonché dei ragazzi della scuola media come tutor.

Ognuno conta uno !




A conclusione del Progetto Riciclo, con la collaborazione degli insegnanti della Sezione Medi della Scuola dell'Infanzia Anselperga, si riportano le condiderazioni fatte dai bambini sulla raccolta differenziata durante un'assemblea.

Se no diventa tutto un pasticcio...

Sai come fanno a raccogliere l'erba o la plastica?

Prendono lo scavatore, mettono la plastica nel cestino e la portano in discarica. (D.)

Però alcune persone buttano la roba per terra o se no li portano in una discarica più grossa. (A1.)

Li portano in una discarica grossa alta come la scuola che si chiama discarica alta alta. (S.)

No li rifanno... (G1.) e hanno delle macchine apposta. (A1.)

No li rifanno con la stessa plastica e quindi li rifanno com'era prima. (G2.)


I contenitori per la raccolta differenziata costruiti dai bambini
Ne abbiamo fatti tre se no si mischia tutto (G1)

Il 10 settembre parliamo in assemblea di come possiamo ridurre i rifiuti all'interno della Sezione.

Come si chiama questa raccolta?

????? (Tutti)

Si chiama differenziata!

Io non so dire la parola. (A1.)

Così le cose spaccate le mettiamo da una parte. (A2.)

Se no diventa tutto un pasticcio... (L.)

Anche la mamma ne ha tantissimi al bar. (D1.)

Qualcuno sa cosa vuol dire riciclare?

Vengono quelli con il camion... (A.)

E poi vanno in discarica. (G2.)

In discarica non ci sono i bidoni, ma solo il pavimento per metterci l'erba. (D2.)

All'isola ecologica vengono i camion a prendere la roba. (G1)

E dalla discarica dove la portano?

La portano in un posto freddo. (A.)

Le rivendono. (L.)

La prendono e l'aggiustano. (E.)

Risparmiare energia e ridurre l’inquinamento è una necessità fondamentale.

Aziende, addetti ai lavori e cittadini sono sempre più sensibili al rispetto dell’ambiente e, grazie anche a leggi specifiche, tutti oggi devono seguire rigide regole per ridurre al minimo lo spreco di energia e l’inquinamento atmosferico.



Dow, un'azienda specializzata nella produzione di materiali per l’isolamento termico, è da sempre impegnata ad influenzare un cambiamento positivo e collabora ancora una volta alla costruzione di una casa passiva, ovvero un edificio con caratteristiche particolari che porteranno ad una riduzione superiore all’80% dell’utilizzo energetico rispetto ad una casa “tradizionale” ed al raggiungimento delle emissioni zero di CO2 nell’atmosfera.

Icaro, questo è il nome del nuovo edificio, è in costruzione nel comune di Reggiolo in provincia di Reggio Emilia; una volta ultimato diverrà abitazione privata e, in piccola parte, area commerciale dimostrativa. La consulenza energetica e l’ esecuzione degli impianti, sono stati realizzati da Ecosolutions, società specializzata del settore della eco-efficienza.

A differenza di altre soluzioni che si basano sull’utilizzo del legno, Icaro utilizza metodologie costruttive e materiali più vicini a quelli tradizionalmente presenti sul territorio. Tuttavia, con uno studio approfondito delle prestazioni e delle aree climatiche, si sono potuti ottenere risultati di eccellenza.

L’edificio è stato isolato con polistirene espanso estruso di Dow: nelle fondamenta e nei pavimenti con Styrofoam , mentre, nella porzione piana del tetto, con Roofmate, utilizzati entrambi con uno spessore di 20cm. La parte curva del tetto è coibentata con fibra di legno, le pareti, dello spessore di 45cm, sono costruite con mattoni riempiti di isolante. I serramenti utilizzati, ad elevato grado di isolamento, evitano perdite e discontinuità dell’involucro che è stato progettato eliminando tutti gli eventuali ponti termici quali davanzali e balconi.

Per quanto riguarda gli impianti, è stato sfruttato in modo intensivo il sole con un impianto a collettori solari sottovuoto per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento, e un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

Infine, si è pensato anche al recupero dell’acqua piovana per tutti gli usi non potabili, e all’uso di biomasse per l’eventuale integrazione al riscaldamento; quest’ultima soluzione ha permesso di non realizzare l’allacciamento al gas metano.

La casa passiva Icaro partecipa all’iniziativa “I giorni delle rinnovabili” promosso da ISES italia.

Visite informative al progetto: 0522/973648

Qualche settimana fa si sono svolte le elezioni per la nomina della componente studentesca del consiglio di istituto (il nome dell'istituto non è importante).
Viene riportato di seguito la trascrizione fedele (compresi gli errori) del volantino di presentazione della lista "meno ore + monteore!" nel quale è possibile riscontrare alcuni interessanti motivi di riflessione.



Ciao a tutti, noi studenti della lista 2 "meno ore + monteore", vi elenchiamo i motivi per ui quest'anno abbiamo deciso di candidarci come rappresentanti d'istituto:
  • garantire al maggior numero di classi dell'istituto la possibilità di avere almeno una visita d'istruzione, e per le classi del triennio, poter avere un minimo di 3 giorni e 2 nottiper andare in gita;
  • referendum studentesco! (noi rappresentanti d'istituto faremo questi referendum prima di proporre in consiglio qualsiasi nostra iniziativa);
  • ottenere il MONTEORE o l'AUTOGESTIONE per 3 giorni consecutivi, sarà fatto un referendum studentesco per decidere cosa ottenere;
  • dire un'assemblea d'istituto al mese, o raccogliere le ore per poter organizzare eventuali feste (festa della solidarietà...ecc.);
  • ANNUARIO scolastico con foto di tutte le classi, con foto divertente per tutte le classi e non solo per le 5°;
  • proporremo un'area più ampia per il parcheggio degli scooter;
  • salviette e sapone nei bagni (e soprattutto lo SPECCHIO) come prevedono le norme igenico sanitarie!!;
  • contenitori per la raccolta differenziata;
  • riscaldamento acceso fino a quando ce ne sarà bisogno!! (se sarà necessario anche fino a giugno...xD)...sarà garantito fino alla 3° ora (di solito dopo la metà della seconda ora viene spento!!!);
  • risolvere in pochi giorni i problemi tecnici nelle aule (tapparelle rotte, luci fulminate, lavagne inutilizzabili e sporche...ecc.);
  • indire scioperi d'istituto, quando necessario, e avvertire con un preavviso di una settimana di tutti gli scioperi organizzati e ufficializzati che riguardano la componente alunni.
In corso d'anno ci impegneremo affinchè tutto questo si realizzi, inoltre saremmo a completa disposizione di tutti perchè a noi stanno a cuore TUTTI i vostri problemi, e ci faremo in 4 per risolverli!!!..a scuola passiamo così tanto tempo (contro la nostra volontà) che ci meritiamo un posto decente dove poter stare!!... BASTA KIEDERE E VI SARA' DATO!

I candidati rappresentanti d'istituto della Lista 2

Elenco dei rappresentanti (omissis)

p.s.: LISTA 2..."MENO ORE + MONTEORE!"...VOTATECI!!!    :)

Il Sindaco ha convocato per Martedì 22 Dicembre 2009 alle ore 20.00 il Consiglio Comunale.

Ordine del giorno


L'acqua è l'oro

Banche e costruttori. Ecco chi ha interesse ad appropriarsi del servizio idrico integrato che il governo vuole svendere. Le miniere inesauribili non saranno gli aumenti delle tariffe, ma gli investimenti sulle infrastrutture. “Tutti finanziati senza alcun controllo da parte del pubblico” ci spiega l'esperto.



17 NOV. 2009 – Articolo 15. Sta concentrato lì il via libera alla cessione definitiva ai privati della gestione dell'acqua in Italia. Una norma inserita dall'esecutivo in un decreto legge sugli obblighi comunitari. Poco importa se in realtà non esiste nessuna direttiva europea che obblighi l'Italia a privatizzare l'acqua. Il governo Berlusconi è abituato a lavorare così, a colpi di decreti, sui quali (im)pone la fiducia. Salvo poi nascondersi dietro a frasi fatte del tipo “è l'Europa che ce lo chiede”.

“Ma è una bufala. Da parte europea non esiste nessuna indicazione che inviti a privatizzare i soggetti gestori del servizio idrico”. A spiegare a viaEmilianet quali sono le reali motivazione a spingere sull'acceleratore della privatizzazione dell'acqua è Roberto Fazioli manager nel settore dei servizi pubblici e docente di economia all'università di Ferrara. “L'Unione Europea – prosegue Fazioli – si è espressa per la indifferenza verso gli assetti proprietari delle imprese di gestione. Per la comunità europea l'importante è non discriminare. Questo perché si vuole dare ampia possibilità di scelta agli enti locali, i quali devono esercitare il proprio governo su servizi molto importanti come quello dell'acqua.”

C'è un'interpretazione in malafede...

In Italia si leggono male le frasi. “Non discriminare” non vuol dire “privatizzare”. E non vuol dire neanche “obbligo di gara”. E' giusto ed è sano che ci sia una molteplicità di modelli applicati e applicabili. Che sono il modello in house (completamente pubblico), il modello dell'impresa mista, e il modello della gestione affidata tramite gara a scadenza.

E tutta questa spinta verso la privatizzazione, come si giustifica?

Col fatto che il servizio idrico integrato in Italia, così come viene inteso dal legislatore, è tutto incentrato sugli investimenti. Vale a dire infrastrutture, impianti, depuratori e così via. Quando si parla di servizio idrico integrato, in realtà si sta parlando di appalti, di tecnologie, di reti. Che poi ci passi l'acqua dentro è quasi incidentale.

Un business del tubo allora...

Mica tanto. Perché l'interesse dei privati è mettere le mani su una rendita monopolistica. Il grande scandalo è questo. In un modo o nell'altro, il servizio idrico integrato determina grandi vantaggi, grandi forme lucrative, non tanto nella vendita dell'acqua quanto negli investimenti da fare, tutti finanziati a piè di vista. Per quanto riguarda i ricavi dalle tariffe, poi, non si può nascondere che gli incrementi in Italia, specie nelle zone dove ci sono le aziende quotate, sono molto alti (secondo l'Istat la media nazionale degli incrementi, dal 2002 al 2009, è del 47%).

La Puglia è convinta nel tornare al “tutto pubblico”. Cosa ne pensa?

Ritengo che nessuno slogan politico-teorico sia buono. Ciò che serve è un sano confronto su qual è il sistema migliore per finanziare le infrastrutture minimizzando l'impatto sulla finanza pubblica e sulle tasche dei cittadini. E su come finalmente introdurre delle tariffe più salate per chi consuma di più. Tutti temi alla base del problema acqua in Italia, ma che nulla hanno a che fare con la questione della privatizzazione.

Che ha finalità diverse dal miglioramento dei servizi...

Temo, anzi tremo, che con la privatizzazione del servizio idrico integrato in Italia si arrivi di fatto a regalare a soggetti privati una montagna di investimenti finanziati sostanzialmente senza alcun controllo. Il fatto di non poter controllare tali ingenti investimenti, determinerà nel lungo periodo tante rendite di monopolio per i privati, senza che il pubblico possa farci nulla. A dominare il settore, che non ha rischi dal punto di vista degli investimenti, saranno le banche e i costruttori.

di Andrea Bassi






Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.



Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

Dal blog Piovono Rane

Lo scorso 19 novembre la Camera dei Deputati, dopo che il giorno precedente il governo aveva chiesto ed ottenuto la ventottesima fiducia dall’inizio della legislatura, ha definitivamente privatizzato la gestione dell’acqua attraverso l’approvazione dell’art.15 del D.L. 135/2009.



In merito a ciò, il Consiglio comunale di Cavriago ha prodotto un netto segnale in controtendenza approvando, all’unanimità, un ordine del giorno presentato dal gruppo "Lista civica Cavriago comune", riformulato poi in sede di discussione con un importante contributo offerto dalla maggioranza, relativo al riconoscimento dell’acqua come bene comune.

Attraverso l’odg, il Consiglio comunale si è impegnato a “costituzionalizzare” il diritto all'acqua riconoscendo nel proprio Statuto comunale il “Diritto umano all'acqua”, ossia l’accesso all’acqua come diritto dell'uomo, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico, non assoggettabile a meccanismi di mercato.

Sono stati inoltre approvati diversi principi, tra i quali: “la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà e rispetto degli equilibri ecologici” e che “il servizio idrico integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica”.

Il Consiglio ha poi impegnato la Giunta e il Sindaco ad intervenire presso la regione Emilia Romagna affinché la stessa avvii ricorso presso la Corte Costituzionale (come si appresta a fare la regione Puglia) su quanto previsto dall’art. 15 del D.L. n. 135/2009.

Dal sito www.reggio24ore.com

Lettera di Padre Alex Zanotelli (Missionario Comboniano)

Acqua privatizzata “Maledetti Voi…!”

Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi : "Maledetti voi ricchi….!”

Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua.



Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.

E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.

A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo), ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua?“

Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.

Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.

Per questo chiediamo:

AI CITTADINI di
  • protestare contro il decreto Ronchi, inviando e-mail ai propri parlamentari;
  • creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
  • costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
  • indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
  • dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
  • fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE.

AGLI ATO
  • ai 64 ATO (Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
  • impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
  • varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
  • pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
  • mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
  • proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
  • protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi.
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
  • informare i propri fedeli sulla questione acqua;
  • organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI PARTITI di
  • esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
  • farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili - sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto, e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”

Alex Zanotelli


Il più grande vertice sul clima della storia, con 15mila partecipanti in rappresentanza di 192 stati, si apre oggi a Copenhagen, con la ricerca di un accordo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e racimolare miliardi di dollari di aiuti e tecnologie pulite per i paesi poveri.

Gli ambientalisti affermano che i politici hanno due settimane per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici coi loro effetti catastrofici, nel corso dei colloqui che termineranno col summit di 105 leader mondiali, tra cui il presidente statunitense Barack Obama, che si terrà il 18 dicembre.
Il vertice dovrà superare la profonda sfiducia che domina nei rapporti tra paesi ricchi e poveri sulla ripartizione dei costi dei tagli alle emissioni.
La presenza dei leader e gli impegni a ridurre le emissioni di tutti i principali inquinatori - guidati da Cina, Stati Uniti, Russia e India - hanno fatto crescere le speranze di un accordo, dopo due anni di negoziati rallentati.



"Copenhagen è già un punto di svolta nella risposta internazionale al cambiamento climatico", ha detto Yvo de Boer, responsabile del Segretariato per il Cambiamento climatico delle Nazioni Unite.
Il Sud Africa ha dato ieri un nuovo slancio annunciando che ridurrà le emissioni di ossido di carbonio del 34% rispetto ai livelli previsti per il 2020, se i paesi ricchi forniranno aiuti tecnologici e finanziari.
I leader mondiali non parteciparono al vertice del 1997 da cui nacque l'attuale patto Onu sul clima, il cosiddetto Protocollo di Kyoto, firmato dai ministri dell'Ambiente.
Questa volta, in una sala conferenze di Copenhagen alimentata da motori eolici che produrranno energia pulita, il primo ministro danese Lars Lokke Rasmussen e Rajendra Pachauri, responsabile del comitato degli esperti climatici Onu, saranno tra coloro che prenderanno oggi la parola alla sessione inaugurale.
La decisione dei leader mondiali di partecipare alla conferenza ha fatto crescere le speranze dopo che a novembre Rasmussen aveva avvertito che stava scadendo il tempo per raggiungere un trattato legalmente vincolante. L'obiettivo di Copenhagen è quello di arrivare a un accordo politico e fissare una nuova scadenza nel 2010 per i dettagli relativi ai vincoli legali del nuovo trattato.
Il primo ministro britannico Gordon Brown ha scritto oggi sul quotidiano Guardian che "il governo britannico è assolutamente chiaro sull'obiettivo da raggiungere. Il nostro scopo è un accordo complessivo e globale che venga poi convertito in un trattato vincolante sul piano internazionale in non più di sei mesi".

Brown ha aggiunto: "Se entro la fine della settimana prossima non avremo raggiunto l'ambizioso accordo, sarà un atto d'accusa contro la nostra generazione che i nostri figli non dimenticheranno".
"Se non ci uniamo per intraprendere delle azioni decisive, il cambiamento climatico devasterà il nostro pianeta e con esso la nostra prosperità e la nostra sicurezza" scrivono oggi in un editoriale comune 56 giornali di 45 paesi, tra cui "The Guardian", il francese "Le Monde", lo spagnolo "El Pais", l'italiano "La Repubblica" e il canadese "Toronto Star", invitando i leader mondiali a intraprendere un'azione decisiva.
"I rappresentanti politici che si riuniranno a Copenhagen hanno la possibilità di decidere quale sarà il giudizio della storia su questa generazione: una che ha capito la minaccia e che ne è stata all'altezza con le sue azioni oppure una talmente stupida da aver visto arrivare la catastrofe e di non avere fatto alcunché per impedirla".

UNA PUNTURA DI SPILLO, MENTRE LA TEMPERATURA SALE

Il patto di Kyoto impegna le nazioni industrializzate a tagliare le emissioni entro il 2012 e anche i suoi sostenitori ammettono che esso rappresenta solo una goccia nel mare, mentre le temperature mondiali salgono, soprattutto dato che Washington non ha voluto ratificare il trattato.
Questa volta, l'idea è di ottenere la partecipazione dei principali emettitori, tra cui Cina e India, per evitare l'aggravamento delle ondate di siccità, della desertificazione, degli incendi, dell'estinzione delle specie e dell'innalzamento dei livelli dl mare.
Il vertice sarà un test per capire quanto le nazioni in via di sviluppo resteranno in trincea, per esempio insistendo che le nazioni ricche devono ridurre le emissioni a effetto serra almeno del 40% entro il 2020, molto più di quanto offerto dagli stati più industrializzati.
De Boer vuole che le nazioni sviluppate concordino riduzioni delle emissioni entro il 2020 e invece nell'immediato aiuti per 10 miliardi di dollari l'anno per aiutare i paesi poveri a far fronte alla sfida. Il responsabile Onu vuole anche che i paesi in via di sviluppo comincino a rallentare le proprie emissioni.
"Serve denaro fresco, reale e significativo".

De Boer ha detto anche che oggi Pachauri parlerà dello scandalo della diffusione di alcune email di un'università britannica che per alcuni scettici dimostrerebbero come alcuni ricercatori abbiamo esagerato il peso delle prove del riscaldamento globale. Ma aggiunto anche il processo di revisione dei dati Onu in fatto di climatologia mette al riparo da manipolazioni.

Dal sito it.reuters.com

Domenica 13/12/2009 dalle ore 9,00, in Piazza Roma a Campagnola Emilia (RE), decima edizione della rassegna gastronomica "Il Cicciolo d'oro".



Programma

ore 9:00
  • Ritrovo norcini; 100 paioli in piazza cominciano a fumare
ore 10:00
  • Apertura festa con l’Inno al Cicciolo eseguito dalla Banda Primavera
  • A fom só al gugiól dimostrazione della lavorazione tradizionale del maiale
  • Fuoco alle caldaie del Supercicciolo; 8 q.li di grasso che cominciano a bollire
  • la Strana Coppia, intrattenimento by Radio Bruno
  • Apertura parco Villa Cottafavi
ore 11:00
  • La salsiccia corre in piazza - 800 mt di salsiccia prodotta e distribuita
ore 12:00
  • Pranzo in Piazza sotto il tendone riscaldato con piatti tipici preparati da norcini conoscitori delle tradizioni gastronomiche legate al maiale:
          - guanciale con polenta
          - polenta fresca con sugo di salsiccia
          - polenta fritta
          - salsiccia e polenta arrosto
          - gnocco fritto e salume

ore 14:00
  • Ruotona della Fortuna tanti giri, tanti premi; poi un super giro con in palio un soggiorno di una settimana in sardegna estate 2010
ore 16:00
  • aspettando il “Supercicciolo” assaggi gratuiti dei ciccioli prodotti per tutti
ore 17:00
  • Il Supercicciolo da Guinness - 100 kg di ciccioli in un’unica forma offerti a tutti
ore 17:30
  • Proclamazione del “Miglior Norcino 2009” e vincitore della “Coppa dei Campioni 2009”
per tutto il giorno
  • Bancarelle a Marchio Cicciolo d’Oro con ciccioli artigianali, salsiccia, cotechini, salami e saba
  • Vino Cantina Cottafavi con degustazione
  • Gnocco Fritto delle resdore di Cognento
  • Bancarelle Articoli Natalizi, bancarelle di Prodotti Tipici, bancarelle dei Ragazzi e delle Associazioni di Volontariato,
  • Apertura straordinaria Biblioteca Comunale e apertura mostra “Biblioteca: passato, presente e... chissà”
  • Esposizione Carrozze d’Epoca e mostra Civiltà contadina
  • Museo Landini d’Epoca
  • Vin Brulè e Cioccolato Caldo
  • Gonfiabili per bambini
  • Mercato Speciale con l’Associazione Mercato della Rocca
  • Area camper gratuita e attrezzata


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Io se fossi Dio
Giorgio Gaber, 1980



Io se fossi Dio...
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!

Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.

Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.

Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.

Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.

Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"

Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.

Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!

Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.

Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

video



Con l’art. 15 del decreto 135/09 (Decreto Ronchi) il Governo regala l’acqua potabile ai privati sottraendola ai cittadini per consegnarla, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business.

Accomunati dalla consapevolezza dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per l’ambiente e per le future generazioni, Campagnola Emilia a 5 Stelle sottopone all'attenzione della cittadinanza le seguenti proposte volte alla riappropriazione sociale del bene acqua e alla promozione, attraverso gli Enti Locali, di una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici.

A questo scopo Campagnola Emilia a 5 Stelle indice una campagna di raccolta firme per proporre una delibera di iniziativa popolare secondo quanto previsto dall'articolo 45 dello Statuto Comunale:

ART. 45

P E T I Z I O N I

  1. Le petizioni sono dirette a sollecitare l'intervento della Amministrazione su questioni di interesse generale e per esporre comuni necessità.
  2. Le petizioni sono sottoscritte da almeno 60 (sessanta) elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune e presentate al Sindaco che ne dispone l'inoltro all'organo competente ad esaminarli, con le modalità e nei termini previsti dal regolamento.
  3. Entro il termine massimo di giorni novanta, la procedura si chiude con un provvedimento espresso, di cui è garantita la comunicazione al primo firmatario.



Testo della proposta

Premesso che

• la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dal famigerato Art. 23bis della Lg. 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;

• il recente Art. 15 del D.L. 135/2009 ­ che ha modificato l'Art. 23bis ­ muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo:
  1. l'affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;
  2. la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubblica, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011.
Noi pensiamo che

questo sia un epilogo da scongiurare, per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, perché espropria l’acqua potabile dal controllo degli Enti locali e dei cittadini, perché consegna al mercato l’acqua con tutte le ripercussioni sociali che questo può generare

Pertanto, alla luce di quanto sopra chiediamo che

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CAMPAGNOLA EMILIA

1) riconosca nel proprio Statuto Comunale il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

2) riconosca con una delibera o un OdG del consiglio comunale il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e si impegni ad inserire questo principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico (Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000).

3) intraprenda tutte le azioni opportune al fine di contrastare i provvedimenti previsti dall’ art. 23bis Lg. 133/2008, come modificato dal’Art. 15 D.L 135/2009, che condurranno alla messa a gara della gestione del servizio idrico integrato ed alla consegna dell’acqua ai privati entro il 2011.

Ci auspichiamo inoltre

1) che venga nominata una Commissione consiliare con lo specifico compito di integrare/modificare lo Statuto secondo le indicazioni sopra specificate ed assegna alla stessa il termine di gg. 30 per la conclusione dei lavori da sottoporsi all’approvazione del successivo Consiglio Comunale;

2) che venga promossa nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:
  • informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l’acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali;
  • contrasto al crescente uso delle acque minerali e promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dalle strutture e dalle mense scolastiche;
  • promozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul Risparmio Idrico, con incentivazione dell’uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l’introduzione dell’impianto idrico duale;
  • promozione, attraverso l’informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
  • informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche in ogni quartiere e contrada;
  • promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.
3) che si aderisca e si sostengano le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” recentemente costituitosi nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni;

4) che vengano sottoposte all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:
  • sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno, quantità minima vitale definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità);
  • propone inoltre di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale.


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