Come avevo già dibattuto in un precedente post, il futuro ci prospetta gravi difficoltà nell'approvvigionamento di quelle risorse su cui si fonda la nostra moderna civiltà. Nonostante le squillanti voci dei negazionisti ora non è più possibile nascondere l'evidenza sotto al tappeto. Oggi anche il presidente degli Stati Uniti d'America ha pubblicamente confessato l'imminente fine dell'era del petrolio a buon mercato, degli spostamenti in aereo, delle merci di importazione low cost, del consumismo, ma sopra tutto della moderna agricoltura intensiva.
Non si tratta di minare l'ottimismo per il futuro che il nostro premier si aspetta da noi bravi consumatori. Si approssima un'epoca di grandi cambiamenti e occorre non farsi trovare impreparati. Abbiamo tutte le tecnologie e le conoscenze per rendere la nostra vita più semplice in modo sostenibile, senza pesare come macigni sugli equilibri di questo nostro pianeta (peraltro l'unico che abbiamo).
Pubblico questo estratto dell'atteso discorso di Obama dopo le tragiche vicende del golfo del Messico, tradotto gentilmente da Ugo Bardi. Leggetelo con attenzione, in particolar modo la frase di esordio che penso non lasci più dubbi neanche ai più scettici.

Per decenni, abbiamo saputo che i giorni del petrolio facile e a buon mercato erano in numero finito. Per decenni, abbiamo parlato e parlato a proposito della necessità di terminare l’assuefazione americana per i combustibili, che dura da più di un secolo. E per decenni, non siamo riusciti ad agire con il senso di urgenza che questa sfida richiede. Molte volte, il cammino è stato bloccato; non dai lobbisti dell’industria, ma anche dalla mancanza di coraggio e di sincerità politica.
Le conseguenze della nostra inazione sono oggi chiaramente visibili. Paesi come la Cina stanno investendo in posti di lavoro e industrie nell’energia pulita che dovrebbero essere qui in America. Ogni giorno, spediamo quasi un miliardo di dollari della nostra ricchezza a paesi stranieri per il loro petrolo. E oggi, quando guardiamo al Golfo, vediamo un intero modo di vivere messo a rischio da una nuvola minacciosa di nero petrolio.
Non possiamo consegnare questo futuro ai nostri figli. La tragedia che si sta svolgendo davanti ai nostri occhi è il segnale più doloroso e potente che abbiamo mai avuto che ci dice che è ora il momento di passare all’energia pulita. Ora è il momento per questa generazione di lanciarsi in una missione nazionale per sviluppare l’innovazione nazionale americana e prendere il controllo del nostro destino.
Questa non è una visione lontana per l’America. La transizione che ci allontana dai combustibili fossili prenderà del tempo, ma nell’anno e mezzo che è passato, abbiamo già preso azioni senza precedenti per far decollare l’industria dell’energia pulita. Mentre parliamo, vecchie fabbriche stanno riaprendo per produrre turbine eoliche, molti stanno tornando al lavoro per installare finestre che sono energeticamente efficienti, e piccole industrie stanno costruendo pannelli solari. I consumatori stanno comprando automobili e camion più efficienti e le famiglie stanno rendendo le loro case più efficienti energeticamente. Gli scienziati e i ricercatori stanno scoprendo tecnologie energetiche pulite che un giorno porteranno a industrie completamente nuove.
Ognuno di noi ha un ruolo da giocare in un futuro nuovo che sarà di beneficio per tutti. Via via che superiamo la recessione, la transizione verso l’energia pulita ha il potenziale di far crescere la nostra economia e creare milioni di buoni posti di lavoro per la classe media – ma solo se acceleriamo la transizione. Solo se cogliamo l’attimo. E solo se ci muoviamo tutti insieme, come un’unica nazione – lavoratori e imprenditori; scienziati e cittadini, il settore pubblico e quello privato

Posted by Davide Ghizzoni

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