Non si dovrebbero giudicare i libri dalla copertina, ma non ho potuto fare a meno di osservare come, in poco più di 20 anni, si sia "evoluto" quello che fu un ottimo libro di testo di Tecnologia Meccanica.

Nell'immagine qui sotto riportata si riconoscono 4 edizioni in ordine cronologico da sinistra a destra: la prima (copertina azzurra) era in adozione negli anni '80, la seconda (copertina nera) negli anni '90 a seguito della modifica dei programmi ministeriali del 9 marzo 1994 (lo si legge anche sulla copertina dei vari volumi), la terza (copertine multicolore) negli anni 2000 e l'ultima (copertina bianca), di cui è rappresentato solo il primo dei tre volumi, è la versione attuale.

Evoluzione

Dal 1994 i programmi ministeriali di questa disciplina non sono più stati cambiati però, da allora, le case editrici ed i vari autori (nel caso del testo in esame erano Secciani, Villani poi Secciani, Villani, Gatto ed infine è rimasto solo Gatto e Pocchioni) si sono sbizzarriti in restyling sempre più aggressivi privilegiando spesso la forma alla sostanza: basta notare la variazione di "spessore" dei vari volumi e la veste grafica delle copertine per accorgersene.

Forse è stato un adeguamento alla cospicua riduzione del numero di ore subito dalla disciplina nel 1994 e continuata con l'ultima riforma del ministro Gelmini, dove le ore di laboratorio sono state accorpate a quelle di teoria mentre prima erano insegnamenti complementari ma separati: alcuni argomenti sono stati fortemente ridimensionati, altri sono letteralmente spariti.

Stessa sorte è capitata ad altre discipline e così sono comparsi libri di testo di Meccanica con quesiti "Vero" o "Falso" al posto degli esercizi, manuali di disegno con quesiti del tipo: "Completa la parte mancante del disegno" facendo assomigliare gli esercizi per queste materie ai quiz della "Settimana Enigmistica" (forse quelli sono più difficili).

Il dramma è che questo slittamento verso il basso, non si sa bene in nome di quale principio, o meglio lo si sa ma non lo si può dire, è trasversale a tutte le discipline (non solo quelle tecniche).

Qualcuno può infatti obiettare: "I libri di testo si possono cambiare!"

Vero: il problema è che, in generale, puoi scegliere il meno peggio tra libri tutti uguali. Un detto diceva che "a togliere si fa sempre in tempo!"; oggi si potrebbe dire: "togliamo che non c'è più tempo!"

Se sfogliamo i vari volumi, anche un occhio profano in materia, può notare le differenze nella trattazione degli argomenti.

Ecco come si presenta, ad esempio, la trattazione dell'imbutitura (un processo di lavorazione delle lamiere) nel primo volume della prima edizione (copertina azzurra): testo fitto, nessuno spazio lasciato in bianco, veste grafica in bianco e nero. Il libro di testo assomiglia ad un vero e proprio manuale: si intravedono formule di calcolo e tabelle.

Nella seconda edizione (copertina nera) iniziano a comparire zone in bianco (forse per annotare qualche appunto), iniziano ad apparire qualche immagine a colori (il che non guasta). I contenuti rimangono esaustivi e soddisfacenti: scomparse le formule e le tabelle.

Nella terza edizione (copertine multicolore) il testo è sempre più rado e l'argomento viene esaurito in modo molto più succinto (compare il titolo del paragrafo mentre nelle edizioni precedenti era in una pagina precedente), le pagine sono colorate così come le immagini.

Nella quarta e ultima edizione l'impostazione grafica è simile mentre i contenuti sono stati ulteriormente ridotti (testo ed interlinee sempre più grandi).

Concludo con una chicca: la casa editrice che pubblica questo libro di testo dispone di tre volumi equivalenti in cui, i concetti importanti, sono già evidenziati in fase stampa.

Il bello è che i vari rappresentanti lo propongono come una straordinaria innovazione didattica!

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