Sorgerà a Campagnola Emilia, proprio a fianco dell'olma secolare, una centrale a biogas da 1 [MW] di potenza e sarà operativa, presumibilmente, tra circa sei mesi.![]()
La centrale è in fase di costruzione (i lavori sono iniziati alla fine luglio) e attualmente sono state realizzate solo le platee per l'accumulo del mais che alimenterà il digestore destinato alla produzione del gas necessario per alimentare uno specifico motore a combustione destinato alla produzione di energia elettrica ed acqua calda. Nei prossimi mesi saranno installati tre silos per l'accumulo del mais, il digestore e l'impianto di generazione.
L'impianto sarà realizzato da un'azienda agricola privata (Ecoenergy Società Agricola s.r.l.) e, a quanto è dato sapere, sarà alimentato esclusivamente a ceroso di mais e liquami. Potrà poi essere derogato (termine "tecnico" per indicare che l'impianto potrà essere alimentato anche con altri materiali) con scarti dell'industria alimentare (lavorazione del pomodoro, macelli, ecc.). Gli scarti del processo saranno utilizzati come concime organico. Il mais ed i liquami per alimentare l'impianto saranno forniti da aziende agricole locali.
La taglia dell'impianto è considerevole e produrrà energia elettrica ed acqua calda (non è chiaro il modo in cui verrà utilizzata/distribuita quest'ultima).
Fin qui la scarna cronaca dei fatti ( al momento non disponiamo di informazioni più dettagliate).
Si stima che per alimentare un impianto a biogas di questa potenza (1 [MW]) occorrano circa 18.000 tonnellate di silomais all'anno per un utilizzo di 8.000 ore, da integrare con deiezioni animali (o digestato proveniente da altri impianti) in quantità variabile, per mantenere stabile processo e rese.
Considerando una produzione media di 50 tonnellate di mais in stato di ceroso per ettaro di terreno coltivato, per alimentare un anno questo impianto occorreranno circa 360 ettari di terreno: equivalente al 15% dell'intera superficie del comune di Campagnola Emilia.
Investire su questo tipo di impianti ha una valenza puramente speculativa e non ha nulla a che vedere con l'ecologia: questi impianti sono sovvenzionati col conto energia e risulta economicamente più vantaggioso coltivare mais per produrre energia invece che destinare le coltivazioni per uso alimentare (il mais per uso alimentare preferiamo importarlo dai paesi dell'est esclusivamente perché costa meno a scapito della qualità).
Questo tipo di scelte è alla base dell'aumento dei prezzi del cibo verificatosi negli ultimi anni e che probabilmente sarà destinato a proseguire.
Una volta operativo questo vorace impianto dovrà poi essere alimentato con continuità affinché si possa rientrare rapidamente dall'investimento (si parla di milioni di euro) e trarne il maggior profitto. Da questo punto di vista sembra che il fabbisogno annuo sia garantito da aziende agricole locali ma non si può escludere, nel lungo termine, la necessità di reperire i materiali per alimentare il digestore anche in zone lontane dall'installazione con evidenti ripercussioni in termini di trasporto e dell'inquinamento che ne può derivare.
Un altro punto interrogativo sono le emissioni in atmosfera per le quali non si conoscono riferimenti precisi.
Quasi contemporaneamente alla costruzione della centrale a biogas, cavalcando probabilmente la stessa onda speculativa ma con un impatto ambientale decisamente più contenuto, si segnala la costruzione di tre parchi fotovoltaici: due a Campagnola Emilia ed uno su un terreno di confine con Rio Saliceto.
Visualizza Centrale BioGas - Parchi Fotovoltaici in una mappa di dimensioni maggiori
Sono anche questi impianti di proprietà privata: il primo in termini di potenza installata è un impianto di 500 [kW] composto da 2040 pannelli che sta per essere ultimato su un terreno retrostante le Cantine Riunite.
Il secondo è un impianto da 130 [kW] sito in via Casella (anche questo in fase di ultimazione).
Il terzo impianto, del quale non conosciamo la potenza installata, è sito sul comune di Rio Saliceto sul confine con Campagnola Emilia.







