La camorra reinveste i propri capitali in case e avvia attività edilizie e di compravendita di immobili. Insomma, anche nel reggiano si allargano le mani della mafia, proprio come di recente si è discusso per quanto riguarda il territorio modenese.
Giuseppe Nocera, fedelissimo del boss dei casalesi Michele Zagaria, arrestato lo scorso 7 dicembre nel suo bunker di Casapesenna dopo una lunghissima latitanza, è la figura chiave che, nelle terre emiliane, ripulisce i soldi degli affari illeciti acquistando appartamenti e villette e rivendendole in qualità di amministratore di imprese di costruzione e di società di intermediazione immobiliare. Il 51enne Nocera risiede da tempo a Fabbrico, nella Bassa reggiana, e risulta legato da rapporti di parentela, oltre che di affari, a Michele Zagaria, in quanto cugino di Raffaele Capaldo
che, a sua volta, è cognato del boss.
Tutti i beni in odore di camorra sono finiti sotto sequestro nell’ambito di una maxi operazione coordinata dalla Dda e dalla Procura di Napoli, oltre che dalla questura di Caserta e dal direttore della Dia. L'operazione ha toccato i territori di Napoli, Caserta, Rodi Garganico in provincia di Foggia e Verona, oltre che la provincia reggiana. Si tratta di affari per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro.
Nel reggiano, il provvedimento ha riguardato i beni e le società intestate in toto o in parte a Nocera, il quale, insieme al 57enne Nicola Capaldo e all’avvocato 51enne Michele Santonastaso, anch'essi destinatari dei provvedimenti, faceva affari insieme al manager di fiducia di Zagaria, ovvero il 62enne Pasquale Pirolo, arrestato a Barcellona nel 1983 insieme ad Antonio Bardellino, fondatore dell’associazione criminale “Nuova famiglia”, e divenuto negli anni finto collaboratore di giustizia e principale referente dei Casalesi per gli investimenti patrimoniali.
I beni sequestrati
A Fabbrico i beni e le società finiti sotto sequestro sono: il 50% della società “Delta costruzioni srl” di via Piave 61 (di cui Nocera è presidente del cda), allo stesso indirizzo un negozio che espone annunci di compravendita immobiliare, le quote e i beni strumentali della società “Lor.Al srl” di via Favrega 40 (comprese le quote pari al 50% del capitale sociale della società “Media 4 srl” di via XXV Aprile a Reggio), un garage in piazza Orti di San Francesco, un villino e un garage in via Favrega e un appartamento in un palazzo in piazza Vittorio Veneto 1 intestato alla moglie Maria Domenica Ardente. A Correggio è stato poi sequestrato il 27% del capitale sociale della società “Il Cubo immobiliare srl” di Corso Mazzini 14, in cui Nocera è il vicepresidente del cda. In via Matteotti 7 è stata sequestrata una quota pari al 45% del capitale sociale della società “Media 3 immobiliare srl”, in cui Nocera risulta presidente del cda. Sequestrate anche una Mercedes 190 Sl, una Bmw 635 Csi, un’Alfa Romeo Giulietta Spider e una Mini Rh31 cabrio.
Nocera deteneva anche una quota pari al 66% del capitale della società “Azzurra immobiliare srl”, con sede a Napoli, della quale è amministratore, società in cui erano confluiti i possedimenti della società “Espansione commerciale”, ovvero terreni edificabili in località Santa Barbara, la “Cala dei templari”, a Rodi Garganico di Foggia.
Sono stati anche sequestrati beni che erano stati intestati a Elisa Capaldo, figlia di Nicola Capaldo, nata a Reggio nel 1980: una quota pari al 50% del capitale sociale della società “Euro costruzioni sas” di Paolo Capaldo &C. con sede a Villa di Briano a Casapesenna; tutte le quote e i beni strumentali della società “Niva costruzioni srl” a Napoli; una quota del 50% del capitale sociale della società “Igeco srl" a Santa Maria Capua Vetere. Al padre, invece, sono state sequestrate le quote e i beni strumentali della “Ennecci costruzioni sas” con sede a Casapesenna; della società “Impre.Sud srl” con sede a Santa Maria Capua Vetere; un appartamento e un garage a Villa di Briano (CE).
Dal sito www.24emilia.com







