Non ci sono luoghi al riparo dalle infiltrazioni mafiose. Pensare il contrario induce inevitabilmente a "tragici risvegli". Come avvenuto in Emilia Romagna, la ricca regione del nord Italia convinta per la sua storia di avere gli anticorpi per opporsi al radicamento delle mafie. La culla della Resistenza italiana è costretta ora a fare i conti con gli effetti della presenza criminale, come avvenuto nella provincia di Reggio Emilia. Secondo un imprenditore edile il boom dell'edilizia che ha interessato negli anni duemila il territorio è stato alimentato per il 50% da denaro illecito.
Una denuncia clamorosa smentita in modo netto e sdegnato dalle autorità. Eppure gli elementi per non prenderla in considerazione sono troppi ed emergono sempre più ora che la crisi sta colpendo duramente il settore. Ma sul riciclaggio non ci sono dati, le banche non hanno lanciato allarmi, le forze dell'ordine nemmeno. Nel silenzio generale sulle illegalità commesse dai palazzinari, diecimila metri cubi di cemento hanno eroso a tempo di record la campagna e spopolato i centri storici.
Progetto EST. Da un'idea dell'Associazione Ilaria Alpi, in collaborazione con FLARE Network e Romanian Association of Investigative Journalism.






Uno dei miracoli del periodo della Resistenza fu la concordia fra partiti diversi, dai liberali ai comunisti, su un programma comune. Era un programma di battaglia: Via i fascisti! Via i tedeschi!
Gli edifici in cui abitiamo e lavoriamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di forti dispersioni di calore e quindi costringono a usare riscaldamento e condizionatori, facendo così aumentare i costi in bolletta e diminuire il comfort e la vivibilità. Lo rivela un'indagine di Legambiente che, con la campagna nazionale “Tutti in classe A”, vuole promuovere una nuova cultura del costruire sostenibile.
Domenico Iannacone ha attraversato la regione in lungo e in largo per capire se le promesse del governo diventeranno mai realtà. Per ora sembra impossibile: a Taverna del Re ci sono chilometri e chilometri quadrati delle cosiddette “ecoballe”, che non possono essere bruciate, né eliminate; numerose discariche non sono mai state bonificate, il micidiale percolato continua ad avvelenare acqua e aria. La differenziata a Napoli è una chimera…Dal 2003 un progetto (lo stesso che ha salvato Milano in 15giorni) sta nei cassetti dell’ASIA, la municipalizzata napoletana dei rifiuti. 
"Così non si arriva mai", spiega. Si terrà sveglio con i caffè, che di notte le Autostrade offrono gratuitamente. E se serve con le anfetamine o altre droghe. Quanto al cronotachigrafo, la "scatola nera" che registra tutto, userà i soliti trucchi e cercherà di farla franca. Perché Enzo, come migliaia di altri suoi colleghi, non ha alternative. Le condizioni sono queste e se non ci sta, l'impresa che lo ha ingaggiato ne ha pronti a decine per sostituirlo: romeni, ucraini, marocchini e anche italiani. Disposti a tutto, per un posto da camionista che frutta tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese, mentre lo stipendio regolare medio è, da contratto, di 2.200 euro. Ogni giorno su strade e autostrade circola un milione di mezzi pesanti. L'87% delle merci viaggia su gomma. Se si ferma l'autotrasporto, si ferma il Paese. Sono autisti di ogni nazionalità (quasi tre milioni le patenti italiane attive), provenienza e destinazione. Tra questi si fa largo la categoria dei disperati, almeno il 30%, secondo le stime degli esperti. Sono i camionisti-schiavi. Costretti a percorrere la penisola in tempi record. Sottopagati e sotto minaccia. Bombe viaggianti che, al minimo errore, possono provocare delle stragi. È già successo. E non passa giorno che la cronaca non registri fatti riconducibili a questo fenomeno in costante crescita. Una deriva della sicurezza che il governo ha tentato di arginare con l'inasprimento del codice della strada. Misure che però, ancora una volta, intervengono soprattutto a valle. Ma le cause stanno altrove. Che cosa sta accadendo nel mondo dell'autotrasporto? E cos'ha provocato questo deterioramento delle condizioni di sicurezza che, inevitabilmente, ci riguarda tutti? 






