Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.
Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:







In verità, come ha mostrato il grande filosofo russo Mikhail Bakhtin, le elevate catene montuose e gli sconfinati mari hanno indotto fin da tempi immemorabili un «timore cosmico» che nella prospettiva di Bakhtin costituiva l'origine di ogni fede religiosa.
medio di raw material all'interno della Ue è pari a 16,5 tonnellate per abitante, con una crescita del 5 per cento (a fine 2007) rispetto ai valori del 2000. L’Europa si segnala anche per essere un importatore netto di materie prime, con un trend in costante crescita (più 25 per cento) negli ultimi sette anni, malgrado la tanto conclamata ambizione alla sicurezza degli approvvigionamenti (intesa come tendenza all'autosufficienza rispetto agli acquisti sui mercati stranieri). A livello aggregato significa che l'economia europea nel suo complesso ha oggi bisogno per funzionare di 8,2 miliardi di tonnellate rispetto ai 7,6 miliardi del 2000. Per nulla scontata la lista degli ingredienti che concorrono alla realizzazione di questa pesantissima torta. L’indagine prende in esame il complesso delle materie prime estratte dall'ambiente naturale, con la sola eccezione di aria e acqua.
Lasciati in un cassetto i tagli alla casta e provvedimenti concreti contro l’evasione fiscale, al governo non è rimasto che accanirsi sulle famiglie. Che, sempre secondo la Cgia, nel 2011 se la “caveranno ” con un esborso medio di quasi 113 euro ciascuna. Poca roba, se confrontata con le bordate che arriveranno in seguito. Nel 2013, ogni famiglia dovrà pagare 2.155 euro, per arrivare a 2.375 euro nel 2014. La slavina di tasse e tagli insomma seminerà i maggiori danni tra due anni, quando il governo Berlusconi sarà già un ricordo. Nell’attesa, è in arrivo un autunno difficile. Innanzitutto, per l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%, che renderà più care le bollette per elettricità, gas e telefono, aumentando anche i prezzi di beni di larghissimo consumo come caffè, cioccolata, vino, detersivi e vestiti. Allarme rosso anche sul fronte dei trasporti, come denuncia Legambiente: “Le manovre degli ultimi due anni hanno tagliato il 75% delle risorse per i pendolari, e ora il trasporto ferroviario regionale rischia l’estinzione”.
Forse, più che essere “un paese di merda” (Berlusconi dixit), nella merda ci troveremo immersi fino al collo: non subito ma con una comoda rateizzazione nei prossimi tre anni (mercati finanziari permettendo). Sono bastati 10 giorni di contrattazioni in borsa per mandare l’Italia e tutto l’occidente del G8 nel panico, costringere il “governo” ad approvare in quattro e quattr’otto (si fa per dire) manovre economiche lacrime e sangue a carico dei soli noti, tagli draconiani alle risorse destinate agli enti locali, ledere diritti fondamentali dei lavoratori (in caso di emergenza si giustifica tutto), alla faccia della sovranità nazionale. Per ora i risparmi di genitori e nonni sono stati i veri ammortizzatori sociali dell’Italia: quando quei soldi saranno finiti, forse, inizieremo ad indignarci e a protestare anche noi: nel frattempo l’orchestrina può continuare a suonare. Tornando al fondo del barile, sembra che il Comune di Campagnola lo abbia raggiunto. Commissariato di fatto dalla BCE (ora lo sappiamo) come tutti gli altri comuni, province, regioni, in nome del famigerato “patto di stabilità” non può spendere i soldi di cui dispone, non può assumere personale (nemmeno per sostituire personale in maternità o subentrare in posti resisi vacanti a seguito di pensionamenti): insomma non può! Anzi qualcosa potrebbe fare, e probabilmente sarà costretto a farlo: mettere le mani in quelle tasche che il “governo” non vuole toccare e se le tocca è colpa della BCE comunista.
Nessun partito si è premurato di metterla all'ordine del giorno, Schifani è scomparso, Napolitano dorme. In questi giorni abbiamo assistito all'ennesima buffonata ad uso del popolo bue. L'11 luglio alcuni parlamentari di Pd, Idv e Sel hanno depositato in Cassazione la proposta di referendum abrogativo della attuale legge elettorale. Ora lanceranno banchetti estivi per raccogliere entro fine settembre almeno 500.000 firme. Sarà un trionfo carnevalesco di un'opposizione i cui membri sono stati tutti "nominati" (senza che nessuno muovesse un dito) nelle ultime due tornate elettorali: nel 2006 e nel 2008. Realpolitik per i gonzi per il mantenimento delle poltrone. 






