Come era prevedibile per la biblioteca comunale si va verso l’esternalizzazione del servizio. Una maternità anticipata ed un pensionamento, assieme all’impossibilità di assumere nuovi addetti, hanno prima ridotto drasticamente l’orario d’apertura e poi portato l’amministrazione comunale ad intraprendere una “Indagine di mercato” per “manifestare interesse per l’affidamento della gestione della biblioteca comunale” preludio alla messa a gara del servizio. Un canone mensile di € 1.670 per dodici mensilità, dal 1°Biblioteca maggio 2012 al 30 aprile 2013, per un totale di € 20.040 con facoltà di rinnovo per un periodo massimo di otto mesi e per altri €13.360. Sarebbe interessante sapere quanti di questi € 1.670 andranno in tasca al dipendente della (si presume) cooperativa che vincerà la futura gara. 20 le ore di apertura settimanali previste (circa un terzo di quelle erogate dalle due attuali impiegate) più 4 ore di back office in assenza di pubblico. Si passerebbe dalle attuali due mattine e un pomeriggio di apertura, a tre mattine e tre pomeriggi. L’attuale normativa nazionale prevede l’assunzione nell’amministrazione pubblica di 2 persone ogni 10 pensionamenti. Il totale del personale al 31/12/2010 era di 32 unità di personale di ruolo più 7 unità non di ruolo. Dopo 10 pensionamenti l’organico passerebbe da 32 + 7 a 24 + 7 e il tutto senza tenere conto della distribuzione delle mansioni del personale e per quali mansioni si hanno i vari pensionamenti.  E’ solo questione di tempo: si è iniziato con l’asilo nido dove nel corrente anno scolastico la sezione lattanti è stata affidata ad una cooperativa, oggi tocca alla biblioteca, domani chissà… “Perdo i pezzi ma non è per colpa mia” recitava Giorgio Gaber e piano piano (ma neanche tanto) stiamo assistendo allo smantellamento a norma di legge delle amministrazioni locali che si stanno trasformando (e lo saranno sempre di più) in esattori per conto dello stato centrale. Il tutto per tranquillizzare i mercati finanziari e gli speculatori. A giugno i comuni dovranno riscuotere l’IMU ma solo una parte dei proventi di questa tassa (a oggi non si sa ancora quanto tant’è che molti comuni non hanno ancora fissato l’aliquota non sapendo quanto in realtà andrà a finire nelle loro casse) rimarrà ai comuni, il grosso (si presume) andrà allo stato centrale. Prima c’era l’ICI, la tassa più federale che pagavamo, ma in nome del federalismo fiscale è stata tolta: un affare. Nel frattempo le strade sono a pezzi (meglio spendere i soldi per fare inutili rotonde), la mensa per il tempo lungo della scuola primaria è ancora gestita con la soluzione tampone di 4 anni fa, il centro storico è morto da anni, le aziende chiudono o sono in forte sofferenza, si continua a costruire in un paese pieno di appartamenti sfitti: per quanto tempo pensiamo di continuare a giocare a questo gioco assurdo?

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