Energia sostenibile e lotta allo spreco di alimenti. Sono due concetti che devono diventare un binomio indissolubile se si vuole garantire un futuro al pianeta. Per coincidenza l'anno in corso è dedicato dalle Nazioni Unite alla sostenibilità energetica, e dall'Unione Europea alle buone pratiche che eliminano lo spreco alimentare. Per comprendere quanto buttare cibo equivalga a sperperare energia basta un dato italiano. Nel nostro Paese il 3% dei consumi energetici, quelli di oltre un milione e mezzo di persone, è imputabile agli sprechi alimentari: ovvero grandi quantità di energia u
sate per produrre e distribuire prodotti che poi non vengono consumati, e poi altra energia impiegata per smaltire questo cibo diventato scarto e rifiuti.
Il calcolo è stato elaborato nell'ambito del progetto 'Un anno contro lo spreco' che Last Minute Market, spin off della Facoltà di Agraria di Bologna, organizza da tre anni in sinergia con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo: un progetto dedicato nel 2010 'solo' agli sprechi alimentari, nel 2011 a quelli idrici e nel gennaio scorso ha ottenuto a Strasburgo di far proclamare il 2014 'Anno europeo contro gli sprechi alimentari'.
Il doppio spreco, alimentare ed energetico, ha gravi conseguenze in costi economici, sociali e ambientali, mentre in Europa 150 milioni di persone, secondo uno studio sulla povertà energetica, non riescono a pagare il riscaldamento o le bollette degli elettrodomestici e il gas per cucinare. In Italia, la povertà energetica riguarda circa il 10% delle famiglie.
Dal sito www.viaemilianet.it







